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venerdì 20 luglio 2012

Secondo test di resistenza: Virgilio non salva proprio tutti...


Stavolta sono stata più clemente. Se al primo test di resistenza di gradi ce n'erano quarantatré, al secondo, mercoledì, ce n'erano SOLO 37. Capirete dunque che, abituata ai bollori degli inferi, quel giorno mi faceva quasi freddo. Ironia a parte, oggi v'illustro i risultati di questa seconda prova. E come l'altra volta, inizio con l'elencarvi i prodotti che avevo indosso, per poi svelarvi quali hanno resistito al caldo calabro-africano e quali, invece, si sono rivelati una chiavica (leggi bene, poco adatti al clima) senza che neanche il buon anticiclone Virgilio potesse trarli in salvo. Partiamo dagli occhi: pigmenti verde e giallo di Jc Nadia Paris (in questo post la mia disavventura con questa pessima casa cosmetica, il cui altrettanto pessimo servizio clienti non ha mai avuto né il garbo né il coraggio di rispondere alle mie emai) su palpebra mobile e piega. Matita Graphic Eyes di Zoeva color oro, la Funky Soul, usata sia sopra che sotto. Pastello Bosco di Neve Cosmetics nella rima interna. Mascara Vamp di Pupa in abbondanza. 



Quanto alle labbra, due strati di rossetto aranciato, il numero 79 di Kiko. Sul viso avevo utilizzato il primer Murad come base e la solita spolverata del fondotinta minerale di Neve Cosmetics. Più un tocco dell'Eye Lift Perfector che sto testando grazie alla collaborazione con Tuttestetica. 



Ed ecco com'è andata. Dopo un'ora che ero fuori sono stata costretta a cercare uno specchio e a strofinare il mio malcapitato indice lungo tutta la palpebra. Sì, perché quei maledettissimi pigmenti, nonostante li avessi ovviamente fissati con un primer, si erano liquefatti e l'occhio mi bruciava da morire. E l'effetto crosticina, tra l'altro non è che mi faccia impazzire. Soprattutto se per truccarti c'hai messo quella mezz'oretta buona. Quindi, per pareggiare i conti, avendo dimenticato a casa il kit per i ritocchi d'emergenza, ho preferito levare il colore dalla palpebra. La matita di Zoeva per fortuna non s'è mossa, così almeno mi era rimasto un tocco di luce. Le ciglia, ben separate e scurite col mio mitico Vamp di Pupa, non si sono lasciate minimamente intaccare dal pastrocchio che si stava verificando appena un piano più in alto. Il pastello di Neve ha resistito un po' di più dei pigmenti, ma dopo un paio d'ore ho dovuto ritoccarlo perché le lacrime dovute alla caduta libera dei pigmenti di Jc Nadia Paris hanno fatto naufragare anche quel bel verde applicato sulla rima interna. Bocca? Un disastro. Penso che il rossetto di Kiko mi abbia abbandonata già mezz'ora dopo essere salita in macchina. Quanto alla base, nulla da segnalare. Stava tutto su che era un incanto, esattamente come l'altra volta. E così siamo a due. Sì, due volte che il make up è andato a farsi benedire. E non ci trovo niente da ridere!

martedì 17 luglio 2012

Kiko, matite di nome... ma non troppo di fatto


Le vedi e le vorresti tutte. Bel packaging, tappo cromato, colori stupendi, una varietà sorprendente. E un prezzo che ti lascia a bocca aperta, soprattutto quando arriva la stagione dei saldi. Ma è uno di quei comunissimi casi in cui torni a casa e pensi che, forse, avresti fatto meglio a prendere qualcos'altro. Sto parlando delle inflazionatissime matite di Kiko: non quelle della nuova collezione, che fanno bene il loro lavoro. Ma delle semplicissime eye pencil, che fanno parte della collezione permanente. Ai saldi praticamente le regalano, e arrivano a costare anche meno di due euro. Perché ce l'ho con loro oggi? Ve lo spiego subito. Perché uno entra in negozio trotterellando, le vede, e gli si spalanca un sorriso a centotrentatré denti. Le provi e le swatchi sul dorso della mano e t'illudi ancor di più. Perché lì scrivono e i colori ti paion pure belli, vivaci e pigmentatissimi. 


Mica uno può immaginare che invece saranno in lotta perenne con l'occhio. Già, perché io proprio non riesco a farli andare d'accordo. Ma procediamo con ordine. Innanzitutto, io ne posseggo quattro: tre delle quali acquistate in occasione degli scorsi sconti invernali, l'altra appena due settimane fa. Ho la 102, di un bel rosa/lilla, la 103, sul violetto, la 104, celestina, e la 107, di un verdino vagamente acido. Splendidi colori, dicevo, tutti con un gradevolissimo finish perlato. Il cui effetto sarebbe bellissimo, se solo se ne stessero lì dove dovrebbero stare senza creare troppi problemi. Invece l'inghippo sta proprio qui. Solo due, tra le quattro, scrivacchiano sulla palpebra mobile: quella verde e quella rosa. Che poi scrivere è un parolone, perché in ogni caso bisogna passare e ripassare prima di vedere qualcosa.  La mina è morbida, ma non scivolano bene sulla palpebra. 


Nonostante il sito indichi queste matite occhi come perfette da sfumare, mi ritrovo a dover smentire quest'affermazione: io a sfumarle difficilmente ci riesco. Perché più che altro, se avvicino un pennellino morbido e adatto allo scopo, tendono ad andarsene completamente via. Nulla da fare, dunque. E poi, ma questa è sicuramente colpa mia e del mio solito occhio lacrimoso, non durano. Molte volte, anzi, sono proprio loro a farmi lacrimare e a stravolgermi il look. Come se non le tollerassi. Un mezzo disastro, insomma.Per non parlare di quella azzurra e di quella violetta. Scrivono molto, ma proprio molto, a fatica. E quando si riesce a far risaltare un po' il colore, perdono un po' il loro bel finish shimmer. Il tratto è "smorto", all'apparenza polveroso e molto opaco. A quel punto, se proprio devo ottenere un effetto di questo tipo, preferisco un ombretto matt. Questo è dunque quel che penso delle matite occhi di Kiko. E mi dispiace, perché se le perfezionassero i colori andrebbero veramente a ruba, tanto son belli. Anche a voi danno lo stesso problema? O sono io ad essere difettosa?

lunedì 16 luglio 2012

In vacanza ci vado con lo Starter Set di Samantha Chapman


Chi sono io per giudicare le Pixiwoo? E' quello che mi sto chiedendo. Mi sento una grossa responsabilità, ma è pur vero che non posso esimermi. Che se ho voluto i pennelli di Samantha Chapman ora ho l'obbligo morale di parlarvene. La storia di questo acquisto è nata così: avevo disperatamente bisogno - non è vero, era solo un "chiurito", come si dice dalle mie parti - di un buon set di pennelli per gli occhi. C'ho pensato per un sacco di giorni e credo di aver visitato tutti i siti di brand possibili e immaginabili. Alla fine, la mia scelta è ricaduta su questo: lo Starter Set della Real Techniques. L'ho ordinato tramite Cocktail Cosmetics (pensateci bene prima di cliccare sul link, perché è un sito molto pericoloso per chi ha il pallino del make up) e l'ho pagato 20 sterline, l'equivalente di 25 euro. Contiene cinque pennelli, e dunque praticamente è come se ciascuno costasse cinque euro: un ottimo prezzo, dal momento che si tratta di pennelli di una certa fattura. Non contenta, ho voluto fare il bis, nel senso che ho ordinato anche un pennellone da cipria, sempre della stessa linea: questo l'ho pagato 10 sterline e 95, sempre meno di quanto ne costerebbe uno simile da Sephora e company. 


Quanto questi brushes siano belli potete vederlo anche da sole: adoro i manici, viola metal nel caso dei cinque che compongono lo Starter Set e arancione nel caso del Powder Brush. Quel che è certo è che non corrono il rischio di perdersi nel marasma di pennelli che ho sull'angolo della mia scrivania trasformato in postazione trucco. Si distinguono, eccome. Ora, la parte più tosta. Cercherò di parlarvi di tutti e sei. E lo farò in maniera molto semplice, perché non sono una make up artist né un'estetista, e quindi l'opinione che posso "offrirvi" è quella di una ragazza appassionata del mondo del trucco che è alla ricerca costante di prodotti e accessori che possano rendere più accessibile quest'affascinante dimensione. Su, cominciamo. Il primo che vi mostrerò è il Base Shadow Brush: molto semplicemente, un pennello da ombretto. 



Occhio, però, perché non ha nulla a che vedere con i soliti applicatori che si trovano comunemente nei set: è morbido, molto morbido e un po' cicciotto, meno piatto di quelli che ho utilizzato sinora. Le setole sono compattissime e quindi, alla fine, funziona alla stessa maniera. Stende l'ombretto in polvere che è una meraviglia, anche se un piccolo appunto lo farei: le dimensioni sono apparentemente perfette, ma in realtà, chi ha la palpebra mobile piccola come la mia, deve fare un po' più d'attenzione nel maneggiarlo. Non è che se ne va per fatti suoi riversando prodotto dove non dovrebbe, per carità. Dovrete solo essere un tantino più precise per fare in modo che l'ombretto non esca fuori, tutto qui. Io ormai lo utilizzo quasi quotidianamente e ho imparato a usarlo per il meglio: praticamente, lavoro di "punta" anziché appoggiare tutte le setole, ed evito macchie e macchiette qua e là. Il secondo pennello è il Deluxe Crease Brush, un pennello da sfumatura. 



Questo lo adoro in tutti i sensi: è bello cicciotto e anch'esso molto morbido: è un piacere, insomma, passarlo sulla palpebra. E sfuma che è una meraviglia: lo fa con precisione e, soprattutto, consente di "muoversi" molto rapidamente. E' arrotondato, ragion per cui è ottimo anche per creare delle ombre nella piega. A questo do' dieci e lode. Poi, c'è il Brow Brush, il classico pennello angolato che servirebbe per le sopracciglia. 



Ma siccome tendo (sbagliando, forse) a ignorare quei quattro fastidiosissimi peli che si trovano sopra agli occhi, lo utilizzo per applicare l'eyeliner, quando ho bisogno di una riga più grossa ed intensa: è molto più spesso di altri pennelli angolati che ho finora utilizzato (quello di Sephora, per esempio), ragion per cui scordatevi la linea sottile, anche perché non servendo a questo scopo le setole non sono rigide e compatte. Di questo farei a meno, insomma. O magari è la volta buona che mi convinco a metter mano alle sopracciglia senza limitarmi a tirar via i peletti in eccesso. L'altro pennellino che adoro è l'Accent Brush. 



E' minuscolo, e in foto rende poco. Lo trovo grandioso per dei lavori che richiedono un'estrema precisione: applicare l'ombretto nell'angolo interno, ad esempio, oppure sotto le ciglia inferiori. E a volte lo uso anche per definire meglio la "v" esterna. Con lui  nonsbaglierete, potete starne certe. Anche questo, nella sua pockettitudine (nuovo termine da me coniato per metterne in risalto le minuscole dimensioni) è rigido e compattissimo. Infine, c'è il Pixel Point Eyeliner Brush, ottimo per una riga sottilissima di eyeliner. 



Le setole sono abbastanza lunghe, e purtroppo nel set che mi è capitato in sorte non perfettamente "rasate". Vale a dire che c'è qualche peluzzo più lungo degli altri, ma che in ogni caso non ostacola l'applicazione dell'eyeliner. Lo trovo di buona qualità ma non indispensabile, perché per questo uso continuo a preferire il pennello angolato: mi ci trovo meglio, ma immagino sia questione di gusti. Quello dal quale non mi separerò mai, invece, è il Powder Brush. Lui è unico, meraviglioso. 



Fa il suo lavoro molto meglio di quanto non lo facciano i pennelloni da cipria Rimmel, Dior, Zoeva e Fraulein, che ora sono stati letteralmente surclassati da questo nuovo arrivo targato Real Techniques. E' morbido, ma così morbido che avrei potuto anche usarlo come peluche, nel caso in cui non mi fosse piaciuto come alleato per il make up. Da quando ce l'ho lo sto utilizzando soprattutto per applicare il fondotinta minerale di Neve Cosmetics: lo stende perfettamente e mi accarezza come nessun altro pennellone ha mai fatto! Ok, la discussione ha preso una piega un po' "piccante", quindi è meglio avviarsi alle conclusioni. Sto usando tantissimo sia lo Starter Set che il Powder Brush, e il primo penso che mi sarà utilissimo soprattutto in vista delle vacanze: l'astuccio che contiene i cinque pennellini è perfetto da portare in borsa, è leggero e non ingombra. E sostanzialmente avrete tutti gli accessori che vi servono per truccare gli occhi, sia che vogliate un look semplice sia che dobbiate realizzarne uno più sofisticato. Tra un uso e l'altro li pulisco col mio solito Brush Cleanser di Kiko, e tornano come nuovi. Non ho avuto problemi neanche dopo lo shampoo vero e proprio: non si sono scollati dal manico, né hanno perso peli. Quindi, nulla da dichiarare. Che dite, vi piacciono? Li comprereste? O, se già li avete, come li trovate?

sabato 14 luglio 2012

Ciglia lunghe (ed esaurimento nervoso) col mascara Base Coat di Kiko


Ero assolutamente andata in fissa con i mascara colorati. Ma onde evitare di dissipare un patrimonio, per poi vederli seccarsi sotto ai miei occhi, avevo avuto la brillante idea di darmi al fai da te. Pessima iniziativa. Perché io con lo spignatto proprio non ci so fare. Forse sono un po' imbranata. E non ho pazienza, il che in esperimenti di questo tipo non gioca a mio favore. Fatto sta che, testarda come sempre, mi ero messa in testa che ci dovevo provare. E allora, avendo già una marea di pigmenti pronti all'utilizzo, mi mancava solo il mascara da usare come base per le mie (s)creazioni. Avevo letto in giro che ne occorreva uno trasparente, o al massimo bianco. Bene, quelli trasparenti devono essersi estinti, perché nonostante i mille giri non ne sono riuscita a trovare uno che fosse uno. Ho quindi capito che avrei dovuto virare sul bianco. L'unico che potesse andar bene - leggi bene, m'ero seccata di entrare e uscire dai negozi - era il Building Base Coat di Kiko. E siccome l'ultima tendenza, in fatto di mascara, è quella di promettere sempre e comunque un fantomatico effetto ciglia finte (che poi, esiste?), la scritta "False lashes" non poteva mancare sul packaging cromato di questo prodotto. 


Promette, in poche parole, d'intensificare il volume delle vostre ciglia, se applicato come base prima del mascara vero e proprio. L'esperimento dello spignatto è fallito miseramente poche ore dopo. Penso che questo base coat sia troppo papposo (sottotitoli alla pagina 777: eccessivamente denso) per dar vita a un mascara colorato che sia degno di questo nome: il bianco, nonostante la gentil dose di pigmenti che mi ostinavo a versare nel tappetto di una jar, continuava a prevalere. L'effetto era dunque stato, come potete ben intuire da sole, abbastanza disastroso. Mi son fatta passare la voglia, in poche parole. Ma non m'andava manco di buttare sette euro alle ortiche, quindi ho deciso di utilizzare il base coat per quello a cui davvero serve, o dovrebbe servire. Ed è su questo che voglio concentrare il mio post. L'idea di un mascara allungante e/o volumizzante risale a diversi anni fa: penso che la prima ad averci provato sia stata la L'Oreal, col mascara Double Extension. Quello che era bianco da un estremità ed extra black dall'altra, non so se ve lo ricordate. Io lo adoravo: la parte che serviva come base non era per nulla grumosa, ma abbastanza fluida, ragion per cui non ostacolava in alcun modo la stesura del prodotto nero sulle ciglia. Mi aspettavo che il base coat di Kiko fosse più o meno simile. E invece mi ritrovo a bocciarlo. O meglio, a rimandarlo. Il problema è che, pur scaricando lo scovolino (passaggio necessario, perché una volta estratto dal tubetto porta con sé davvero troppo, ma proprio troppo, prodotto) l'eccesso resta sempre. 


E finisce tutto sulle vostre belle ciglia. Col risultato che, quando stenderete quello nero, ve le ritroverete incollate e piene di grumi. Ne raddoppia il volume sì, dunque, ma in senso assolutamente negativo: vale a dire che ne dimezza la quantità, perché fanno "gruppo" tra di loro e pare di avere quattro peli attaccati alla palpebra. Quattro peli che sembrano pure grossi e tipo rinsecchiti. Per fortuna un mezzo rimedio alla catastrofe l'ho trovato: con uno scovolino pulito - io ne ho due, trovati in altrettanti set di pennelli - ricomincio a pettinarle, e riesco a riportare la situazione alla normalità. Sapete qual è la mia rabbia? Che si allungano davvero e che questo coso malefico le fa star su per ore e ore senza permetter loro di ammosciarsi. Merito anche, suppongo, della forma dello scovolino: e molto sottile e uno dei "lati" è piatto, cosicché sembra triangolare. E le pettina davvero bene. 


Quindi, se volete delle ciglia lunghe, potreste anche provarlo. Ma sappiate che dovrete avere una gran pazienza per ottenere da questo base coat di Kiko il risultato che promette. O magari l'avete già provato, chi lo sa. In questo caso, come vi siete trovate?

sabato 7 luglio 2012

Il mio arcobaleno ha 19 colori... quelli degli smalti Kiko



Mi capita spesso, ultimamente, di fare delle lunghe passeggiate a tarda sera. Quando la città è silenziosa e il venticello è talmente piacevole da farti passare la voglia di andare a nanna. E allora cammino lungo l'isola pedonale della mia città. Senza mai, e dico mai, privarmi di uno dei miei "riti" preferiti. Fermarmi davanti la vetrina di Kiko e ammirare. Non sono malata di questo brand, lo premetto. C'è però una cosa, in particolare, che mi rapisce. L'espositore dei loro smalti. Che, secondo me, non ha eguali. Mi mette tanta allegria. Non è un arcobaleno, è molto di più. E ogni volta che entro in negozio di giorno, è difficile che ne esca senza averne comprato uno nuovo. Quasi come se volessi riprodurre quell'espositore da sogno in camera mia. Ne ho diciannove. Forse un po' tantini, per una cristiana che di mestiere non fa l'estetista ma la giornalista. Ma io che ci posso fare? E' più forte di me. Non so resistergli - né a loro né agli smalti in generale - e c'è comunque da dire che cambio colore alle unghie in continuazione. Anche una volta al giorno, se ho  il tempo di farlo. Quindi ho pensato di mostrarveli un po' tutti, magari per dare una mano a chi cerca un colore in particolare. Una sorta di mini-guida agli swatches degli smalti di Kiko, insomma. Essendo così tanti, è chiaro che non posso farveli vedere sull'unghia. Ci vorrebbero settimane e settimane, altrimenti. Per comodità, li suddividerò in delle macrocategorie di colori: rosa, rossi e arancioni, blu, verdi e via dicendo. Ora, guardatevi attorno, nella home. Indovinate qual è il mio colore preferito e da dove, dunque, partiremo? :) Su, via con la gamma dei rosa!



Partiamo da sinistra. Quel bel color prugna metal, che vedete fa parte della linea Magnetic nail lacquer, numero 703. Quelli, per intenderci, che servirebbero come base al magnete per creare l'effetto striato. Aggeggino che comprai, ma che trovo un po' complicato. Nel senso che l'effetto riesce su un'unghia, ma difficilmente su tutte e dieci. Soprattutto perché non ho molta pazienza. Resta il fatto che, magnetico o meno, questo smalto è splendido da usare anche da solo. Il secondo che vedete - o, meglio, che vedete poco, è un color perla ametista, numero 261. Non uno smalto vero e proprio, ma una sorta di top coat da applicare sopra uno smalto opaco per avere qualche glitterino. Di suo, altrimenti, sarebbe completamente trasparente, per quanto la boccettina sembri rosa. A me piace tanto e non è difficile da levare. Il terzo è un fucsia carico carico, numero 312: uno dei miei preferiti in assoluto. Apprezzo molto il fatto che sia sufficiente una sola passata: è molto brillante e non lascia vuoti. Il quarto, numero 314 è un bel color ciclamino. Qui un secondo strato, come accade nel caso di quasi tutti gli smalti un po' più chiari, è necessario affinché la stesura risulti uniforme e non a chiazze. Il quinto della gamma, il numero 210, è un rosa baby trasparente, fatto apposta per il french manicure. Non mi piace molto, l'effetto nude è un po' difficile da ottenere. E anche se passo e ripasso il pennellino, non riesco mai a rendere lo strato uniforme. Col risultato che a furia di aggiungere prodotto, quasi sempre rovino tutto e finisco col levarlo e scegliere un altro colore. 




Passiamo all'allegra combriccola dei verdi. Quello a sinistra l'ho comprato oggi, nel primo giorno dei saldi. E' il numero 297 ed è un bel verde mela. L'ho già applicato e mi è spiaciuto constatare che è un po' liquido e che quindi il secondo strato è obbligatorio. Cosa che non accade con il secondo, il 343, verde primavera. Il colore è pieno e una sola passata basta e avanza! Bello anche il terzo, che non erro (correggetemi se sbaglio) fa parte di un'edizione limitata uscita lo scorso Natale, la Hologram. Questo è il 352 ed è un verde acqua con dei riflessini dorati. Bello, molto bello. La seconda passata qui è consigliata per intensificare l'effetto. 



Questi tre colori mi piacciono molto. E tutti e tre sono decisi sin dalla prima passata. Nulla da ridire, quindi. Il primo da sinistra è il 235, un arancione non opaco, bensì con dei riflessi dorati. Lo adoro. Il secondo è un rosso porpora molto particolare, è il 286. Il terzo, che per me è il rosso per eccellenza, è il 236.



Ora viriamo sui blu. Il primo da sinistra è della stessa tipologia di quello rosa glitterato. E' il 298, ed è sempre trasparente con dei glitterini sull'azzurro da usare come top coat. Anche questo è molto bello, non pacchiano ma abbastanza discreto nonostante l'effetto finale sia molto particolare. Il secondo, il 336, è perfetto per chi non vuole passare inosservato. Un blu elettrico, ma elettrico come pochi ne ho visti. Una passata è sufficiente. L'esatto contrario del 340, quest'azzurro cielo che invece, essendo piuttosto liquido, ha bisogno di un po' più di pazienza. 



Questi colori non c'entrano niente l'un con l'altro, e li ho accoppiati proprio perché non riuscivo a collocarli in una categoria definita. A sinistra, potete vedere il 327, questo grigio granite molto intenso. Sapete per sdrammatizzare l'effetto - che altrimenti sarebbe troppo cupo per i miei gusti - cosa uso? Di sopra ci piazzo quel bel top coat azzurrino glitterato di cui vi ho parlato sopra. E l'effetto mi piace davvero un sacco! A destra c'è invece questa specie di color caffè dall'effetto vagamente nude ma un po' riflessato. Leggermente anonimo, se vogliamo. Ma ogni tanto, d'inverno, ci sta. Fa la sua figura. 


Ho pensato che fosse un po' inutile swatcharvi questi tre, essendo bianchi. Avrei dovuto mostrarveli sull'unghia, tutt'al più. In ogni caso, quello da sinistra lo odio. E' un bianco che più bianco non si può, sempre per il french: è il 101. Ma i vuoti restano anche se si ha la costanza di star lì a ritoccarlo e a ripassarlo per mezz'ora di fila. Infatti è quasi del tutto intatto. Via! Il secondo, il 270, è carinissimo. Anche lui viaggia in coppia, nel senso che dev'essere applicato su una base opaca nel caso in cui si abbia voglia di un po' paiellettes multicolor sull'unghia. E' un po' difficile da levare, ma mai quanto i top coat della Essence. Bisogna solo sfregare un tantino di più. L'ultimo è un bianco perlato, il 214. Lo uso raramente perché da un annetto mi sono data ai colori pazzi e mi sentirei nuda, con solo un bianco! Troppo liquido, bisogna ripassare. Ma l'effetto non è male. Ok, ragazze, a quanto pare ce l'ho fatta. Un mea culpa è però d'obbligo: mi rendo conto che le foto non sono il massimo, soprattutto quelle degli swatches. Purtroppo con la fotocamera non ci so fare ancora molto, ma mi sto impegnando per migliorare e per fare in modo che gli scatti possano esservi sempre più d'aiuto. Quindi, spero che per stavolta mi perdonerete. E voi? Quali smalti Kiko avete? Vi ha colpito qualcuno di questi?

venerdì 6 luglio 2012

I primi sei mesi del 2012... e quegli acquisti da dimenticare


Mi sono svegliata con una missione. Mettere a posto in camera. Cosa che ovviamente non ho fatto. Ho però finito col fare comunque qualcosa di utile. Liberarmi dalle cianfrusaglie, o per lo meno metterle da parte separandole dalla RCV (roba che vale). E quindi m'è venuta l'idea di scrivere un bel post sui flop. I miei flop. Gli acquisti più sgarrati degli ultimi sei mesi. Di un paio ve ne ho già parlato, ma non posso esimermi dall'inserirli nella top ten. No, non posso proprio essere così clemente. Per farvi meglio intendere il grado d'inutilità e/o di risultato deludente di questi prodotti (stavolta mi concento su make up e unghie, la prossima volta mi riprometto di stilare una classifica di prodotti per il corpo e per i capelli) ve li mostrerò dall'ultimo classificato - quindi, in teoria, meno scarso degli altri - al primo, il re dell'inutilità. Sì, avete capito bene. Oggi sarò un po' cattiva, ma quando ce vò vò. Ed è ovvio che, quando si parla risultati non conformi alle aspettative, si tratti di un'opinione molto soggettiva (non sempre, ma quasi). Quindi, magari, se voi avete nel beauty case qualcuno di questi prodotti e vi ci trovate bene, non offendetevi. Fermo restando che tutto quello che sto per illustrarvi io lo butterei a mare. Dai, cominciamo.


Decima posizione: Sì, lo so che sembra blasfemo inserire in una top ten così poco carina la maison Dior. Ma io che ci posso fare se questo fondotinta Forever lo odio? Tra quelli che ho provato - e credetemi, c'ho in casa se non un intero reparto di fondo, ma quasi - penso che sia quello che mi renda più finta. Avete presente l'effetto cerone? Ecco, su di me si comporta così. Dura, ha il fattore di protezione solare, è coprente, opacizza, quello che vuoi. Ma ditemi un po', a chi piace, al giorno d'oggi, andarsene in giro con un viso palesemente innaturale? A me no. Quindi, ciao ciao Diorskin Forever. Tutt'al più, giusto perché mi spiace buttare 30 euro, ti mischio con qualche altro colore. Ma solo perché di cognome fai Dior e snobbarti sarebbe (forse) blasfemo.


Nona posizione: Questo smaltino Deborah, della linea Pret a porter, sembrava pacchiano, ma pure carino. E siccome era in offerta a due euro e qualche spicciolo, il mio lato tamarro aveva per un attimo prevalso. Ma quando l'ho applicato, per il mio lato chic è stato troppo. Gli è preso un coccolone. E non perché l'effetto sia pacchiano come avevo pensato in partenza. Ma perché il colore è davvero orrendo. Dalla boccettina sembra molto più carino. Belli i glitter, ma insignificante la base, di un bordeaux sbiadito per niente vivo. E quindi, pure se l'ho trovato strafacile da applicare, lo butto giù dalla torre. Ciao ciao, piccolo.


Ottava posizione: Un altro smalto. Questo, anche se è più grande, è il fratello minore di quello precedente, perché è marchiato Debby. Cercavo uno smalto marrone da un'eternità. In un raid punitivo ho trovato lui, il numero 41 della linea Color Play, e sembrava proprio intenso ma riflessato come lo volevo. Sì, come no. E mi ricordo di non averlo neanche pagato poi così poco. Vorrei risparmiarvi la descrizione di come appare il colore sulle unghie. Ma una blogger deve sempre dire la verità. Quindi, guardate la pupù del vostro cane (o gatto, o armadillo, quello che c'avete, insomma) e capirete perché questo smalto è da lasciare sull'espositore. 


Settima posizione: Nel periodo in cui ero andata in fissa per lo smalto morrone, volevo ovviamente un ombretto che ci si potesse abbinare. Questo mono hi tech di Deborah (ok, abbiamo capito qual è il brand che, ahinoi, domina questa classifica) sembrava corrispondere al mio desiderio. E non è brutto, anzi. Scrive pure benissimo, a differenza di altri. Ma è troppo sbrilluccicoso e non dura. E una volta sulla palpebra, più che dorato sembra di un giallino-rossiccio (sembra un colore inesistente, ma fidatevi che è proprio così) un po' smorto. Si può usare, volendo. Ma non come avrei voluto, e non da solo. Ha bisogno di un amico accanto che lo ravvivi. 


Sesta posizione: Mi ero proprio fissata, l'avrete capito. Per completare l'abbinamento di cui sopra ci voleva pure un bell'ombretto marrone, opaco e resistente. Stavolta ne scelsi uno Rimmel, perché odiavo la gamma dei marroni presenti nelle mie due palette. Se sul dito sembrava interessante, riflessato e trasparente, dunque lontano dall'effetto pugno in un occhio, sulla palpebra è un mezzo disastro. Non scrive, e anche se sto lì a ripassare il colore non rende: è anonimo, non intensifica e... s'infila su e giù lungo la palpebra che è una meraviglia. Di starsene al suo posto non ci pensa proprio. 


Quinta posizione: Di lui vi avevo già parlato, quindi mi soffermerò poco. A metà classifica troviamo quel famoso smaltino della HeM. Sì, quel lime che è davvero lime, tanto è acido. Continuo a trovarlo orrendo. Potrei utilizzarlo, tutt'al più, per farci un pallino - ma che sia ino ino ino - in una qualche nail art. Giusto per farlo passare tanto prematuramente a miglior vita. 

Quarta posizione: Non l'ho messa in pole position perché, seppur gli effetti collaterali, faceva più o meno il suo lavoro. Non ho neanche la foto perché; in un raptus di rabbia - non lo faccio mai - l'ho buttata dritta nella spazzatura. Ma tanto la Bb cream di Garnier la conoscete tutti. Assolutamente inadatta alle pelli grasse, tant'è che ora ne hanno ideato una versione apposita, mi ha distrutto la pelle in meno di una settimana, regalandomi bubboni e brufoletti sottopelle. Di coprire copriva e l'effetto non era neanche male. Ma meglio pensarci un po' su prima di metterla: se dopo una settimana devi sborsarne 80 in prodotti riparatori di farmacia, meglio lasciarla dov'è. 


Terza posizione: E' verde, è liquido. Sulla confezione c'è scritto pure correttore, o meglio, natural concealer. Ma bisogna vedere che cosa dovrebbe correggere, questo prodotto di Kiko. Perché di certo i rossori non li attenua, né tanto meno maschera un po' i brufoletti. Per farla breve, serve a poco... ma giusto per non dire nulla. Risparmiatevi qualche spicciolo.


Seconda posizione: Le avevo dedicato un post esclusivo, tanto mi aveva fatto sch... ehm, mi aveva delusa. La spugnetta a forma di uovo della Sephora questo secondo posto se lo merita tutto. Non stende, non fa niente. Chissà se provo a farla bollire un po'. Tanto pure che sono a dieta un ovetto a settimana me lo posso pappare.


Prima posizione: And the winner is... Una matita doppia. O meglio, un ignobile duo di eyeliner della Nyc. In due parole vi spiegherò perché si è aggiudicato questo triste primato. Il concetto è semplice. Prendete una delle due punte a scelta tra la nera e la bianca. Appoggiatela sul vostro occhio e tracciate una linea sottile. Non vedete niente? Tranquille, è tutto nella norma. Non è strano che non scriva. Ora, prendete l'altra punta e riprovate. Un altro flop? Esatto, allora è proprio così. vi giuro, delle mine meno scriventi di queste io non le avevo mai trovate in vita mai. Scrivacchiano sulla mano, ma sulla palpebra si rifiutano proprio. E allora, in tutta franchezza... che me ne faccio se è così inutile? 

Ok, per oggi abbiamo finito. Ho sfogato un po' di sincera cattiveria e mi sento meglio per aver condiviso con voi quest'inutile spreco di denaro. Ora, ditemi un po': avete provato qualcosa dei prodotti che vi ho elencati? Li pestereste violentemente sotto i piedi anche voi?

venerdì 22 giugno 2012

Novità Kiko: scopri la nuova collezione Active colours!



Un’esplosione di colori. Dal giallo al verde, passando attraverso l’arancione, il rosa e il viola, il turchese e il blu. E’ una collezione che mette allegria, quella che sta per approdare in tutti i punti vendita Kiko. Una collezione che, a giudicare dalle prime immagini, non passerà inosservata. Vuoi per una gamma di nuances che farà impazzire le donne. Vuoi per la varietà di prodotti. Fatto sta che l’estate, sotto la bandiera di Kiko, non sarà di certo noiosa. Anzi. Colori per tutti i gusti e per tutte le età. Per tutti i make up e per tutte le esigenze. Si chiama Active colours, e pone occhi e labbra in primo piano. Via gli ombretti, almeno per un paio di mesi, e avanti matite, mascara ed eyeliner. Il paradiso. E se i colori vi sembrano un po’ fuori dal comune, niente paura. Perché nell’estate di Kiko tutto si può, e osare è la parola d’ordine. Ma basta suspence, ora. Passiamo ai dettagli, e drizzate bene le orecchie. Anzi, spalancate i vostri begli occhioni, così da far loro pregustare il momento in cui li esalterete con questi nuovi, unici, prodotti. I kajal a nostra disposizione saranno ben quattordici, per altrettante tonalità che difficilmente troveremo nei comuni stand delle profumerie. Perché Kiko sa sempre distinguersi. 
Quattordici saranno anche i coloratissimi eyeliner previsti da questa nuova collezione: rigorosamente resistenti all’acqua, a prova di tuffi e gavettoni. E di caldo, giacché ci siamo. Che non guasta mai. Dieci, ancora, gli strabilianti mascara che da qui a breve renderanno ancor più magici i corner di questo brand. 
 
E’ finita qui? Certo che no. Perché Kiko non poteva trascurare le labbra. Qui il tema sport è chiaramente predominante: sei lipgloss potranno essere abbinati ai meravigliosi prodotti cui ho accennato finora. Tutti dal packaging molto accattivante, in tema con gli Europei che proprio ora si stanno giocando tra Polonia e Ucraina: le bandiere di Italia, Spagna, Francia, Germania, Portogallo e Regno Unito saranno protagoniste sul tappo delle jar contenenti questi caranissimi lucidalabbra. 
 Energia a più non posso, insomma. Sì, energia. Perché il leit motiv dell’estate di Kiko sarà proprio questo, avete capito bene. E allora non mi resta che augurarvi un'estate ricca di colori. E... buon shopping! Se cercate altre info, cliccate su www.facebook.com/KIKO.MAKEUP.MILANO