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domenica 24 giugno 2012

Gel sorbet di Dior, per una pelle a prova d'afa


Non so voi, ma io sono convinta che trovare una buona crema per il viso sia più o meno come vincere un terno al lotto. Soprattutto d'estate, quando la pelle tollera poco o nulla. Qualche tempo fa ho deciso di concedermi un piccolo lusso: dopo aver provato diversi campioncini, ho deciso di acquistare il gel sorbet della linea Hydraction di Dior. E mi sono subito resa conto che quella sarebbe stata la giusta crema per combattere l'afa. Da allora non l'ho più mollata. Ne ho provate tante nella mia vita, soprattutto quelle più prettamente "farmaceutiche", per via dei vecchi problemi di acne. Seppur l'abbia combattuta, la mia pelle continua ad essere mista e tendenzialmente un po' grassa. Quindi, se sono qui a parlarvi di questo prodotto, è perchè lo ritengo veramente valido per chi, come me, non puó virare su creme più semplici ed economiche. Il gel sorbet è innanzitutto leggerissimo. Non è una di quelle creme dalla consistenza pastosa, è fluido, come suggerisce il suo nome. Si trova in un flaconcino da 50 ml dotato di un comodissimo dosatore a spruzzo: ne occorre veramente poca per spalmarla su tutto il viso, quindi, seppur costi tra i 30 e i 40 euro, vi durerà per tutta l'estate, e anche oltre. Ha un odore veramente molto gradevole, il che mi piace molto, abituata come sono a creme specifiche e dagli odori molto forti. Applicandola, la sensazione di freschezza è immediata. Lascia la pelle morbida, tonica e vellutata, e ho anche l'impressione che distenda un po' i fastidiosi pori dilatati. Ma la cosa più bella, ora che in Calabria ci sono almeno almeno trenta gradi, è che non mi fa minimamente sudare. La applico dopo aver usato un gel detergente, o lo scrub, e dopo una passata di lozione micellare (ve ne parleró a breve in un altro post). Dopodichè, essendo abbronzata, e visto che la mia pelle implora pietà dopo mesi e mesi di fondotinta, preparo la mia base con la bb cream Magique di L'Oreal e una spolverata delle perle solari di Avon. Niente zone lucide, il mio viso appare disteso e vellutato. Con questa routine estiva e con questa base di gel sorbet mi trovo veramente bene. Mi era stata consigliata da una beauty di Dior, e devo dire che non avrebbe potuto suggerirmi di meglio. Anche perchè offre una doppia idratazione: nel senso che, con la sua texture leggera e freschissima, offre un effetto immediato dissetando la pelle, e a lungo andare la cura pure. Quando la utilizzo, infatti, ad onor del vero, è molto raro che mi spuntino foruncoli, se non in "quei" giorni. In ogni caso, è dunque perfetta per pelli grasse e miste. E voi? L'avete provata? Vi ispira? Altrimenti, quali crema che abbia il dono di non appesantire utilizzate d'estate?

domenica 20 maggio 2012

Per ogni riccio un capriccio... ma pure un impiccio!

La mia ricciolosissima routine
Nel mezzo del cammin della sua vita, Dante si ritrovò in mezzo ad una selva oscura. Io quella selva oscura ce l'avevo in testa a soli tre giorni dalla nascita. Forse la prima parola che ho imparato a pronunciare non fu mamma, né papà. Bensì schiuma, o districante. Insomma, qualcosa del genere. Negli anni, credo che nonne, zie, prozie e bisnonne abbiano testato sui miei indomabili capelli ricci qualunque cosa trovassero nella dispensa: miele, cocco, olio. Forse pure carciofi e succo di melanzane, chissà. Ore e ore davanti allo specchio a lasciare che me li pettinassero - da asciutti, perché non avevano neppure l'accortezza di bagnarmeli - mentre io urlavo e strepitavo. E tremavo al sol pensiero che sarei dovuta andare a scuola pettinata come un barboncino maltrattato. Finché, acquisite a pieno le mie capacità fisiche e mentali, non ho iniziato a far da me. E mi si è aperto un mondo. Oggi posso dire - accantonando per un attimo la mia proverbiale modestia - che in fatto di ricci sono un'esperta per davvero. Ho provato di tutto, pur di dare ai miei capelli l'aspetto che dovrebbero avere. E stranamente, contrariamente alla legge che impone che la donna odi i suoi capelli, io i miei li adoro. Ma dietro c'è tutt'un lavoraccio. Più una spesa di certo non indifferente. Ma è il prezzo giusto da pagare per averli ben districati, definiti, lucidi e morbidissimi. Quindi, per oggi, mettete da parte ombretti e matite e beccatevi la mia routine. Iniziamo dal lavaggio: tra tutte le linee che ho provato - sia specifiche per i ricci che non - la migliore ritengo sia la "Onde satin" di Testanera. Sia lo shampoo che il balsamo hanno un odore gradevolissimo. I trucchetti che esistono per ottenere una capigliatura voluminosa e soffice al punto giusto fanno il resto. Li ho scoperti tardi, ma l'importante è averli carpiti! Lo shampoo meglio applicarlo solo sulle radici e non su tutta la lunghezza, ad esempio. Viceversa per il balsamo: se applicato sulle radici, e ne ho le prove scientifiche, appesantiscono il tutto regalandovi quel piattume che al riccio proprio non dona. Dopo la doccia, non strofino con l'asciugamano, perché ricordatevi che l'effetto elettrizzato è lì che ad attendervi dietro l'angolo. Quindi, li "spremo" fino ad eliminare l'acqua in eccesso. Li ripettino ancora una volta con la mia mitica spazzola antistatica di Sephora e sono pronta ad accogliere i miei amici. Prima applico su tutta la lunghezza la crema Oleo Curl della Kerastase (in alternativa, la crema disciplinante Sunsilk per i ricci, più economica ma ottima), poi la mitica spuma volume riche della linea Tecniart di L'Oreal (la numero 4). Prodotti, questi ultimi due, che conviene acquistare in una qualunque casa del parrucchiere: si risparmia un bel po'. Ultimo atto: a testa in giù, asciugo stropicciando i ricci con il diffusore Parlux. Et voilà: i miei ricci sono pronti. E per i giorni successivi - io li lavo due volte a settimana - li rimetto in sesto usando il balsamo spray della linea Ricci sublimi di L'Oreal: non necessita di risciacquo, dona un meraviglioso effetto bagnato - ma non troppo, il giusto - e li lascia morbidissimi. Quanto al taglio, i miei sono scalati, così da non sembrare Mortisia della famiglia Addams nel momento in cui li stiro. E questo è quanto. Basta avere un po' di pazienza e provare senza stancarsi, per avere i ricci che avete sempre sognato! Spero di avervi dato qualche dritta interessante. Alla prossima!

martedì 15 maggio 2012

Pelle perfetta? Basta che impari ad usare Photoshop

I tre prodotti che ho testato

Non so voi. Ma io sono ancora alla ricerca del prodotto magico che mi regali la pelle perfetta. Quella che sembra di porcellana. Quella che sfogliando Cosmopolitan e Myself ti pare abbiano tutte... tranne te. Primer, BB Cream. Chi più ne ha più ne metta. Io non ho ancora deciso se mi piacciono o se le trovo inutili: perché su di me, due delle tre che ho provato, francamente non hanno avuto un gran bell'effetto. Premessa: in adolescenza ho lottato con l'acne. Ora è scomparsa, ma conservo qualche cicatrice appena accennata, qua e là, come souvenir. Esplosa la moda del primer, il primo che è ho deciso di testare è stato quello di Kiko (numero 3): avrebbe dovuto regalarmi un effetto "Bonne mine" e una luminosità nuova, degna della pelle più in forma del mondo. Il comodo dosatore rivela una "crema" dalla consistenza piuttosto (troppo, anzi, per i miei gusti) liquida, di un color pesca. E applicandola sul viso sapete che mi succede? Niente. Esatto, niente di niente. Non vedo né luminosità né effetto bonne come si chiama lui. L'odore è gradevole, ma visto che sulla mia pelle non serve a nulla, rifiuto l'offerta e vado avanti. A un certo punto si è urlato al miracolo: le BB cream. Bene, ho pensato: sarà lei a regalarmi un incarnato di velluto? Mi sono fiondata di corsa all'Acqua e sapone vicino casa (pericolosissimo, averne uno a 100 metri dal portone) e ho comprato quella della Garnier, nella tonalità medio-scura. E vi dirò: la prima volta che l'ho applicata non riuscivo davvero a credere ai miei occhi. Le imperfezioni erano effettivamente attenuate. Ma tenendola su per qualche giorno, mi sono resa conto di un po' di cose: troppo oleosa, e l'effetto "sudaticcia" preferisco lasciarlo a chi - beato lui/lei - ha la costanza di frequentare la palestra; alla fine sembra più che altro un fondotinta, quindi non capisco perché dovrei spendere dieci euro in più visto che io una base l'applicherei in ogni caso; a lungo andare mi ha omaggiata di un sacco di bei brufoletti (oni) che mi sarei volentieri risparmiata. Quindi, bocciata anche lei. Via dal mio beauty case, subito. Primi due test miserabilmente falliti. Leggendo qua e là su altri blog ho però avuto modo di vedere che altre persone ne parlano bene: il che mi lascia supporre che siano dei prodotti sicuramente validi, ma non adatti - seppur le "vendano" come versatili - alla mia pelle leggermente grassoccia. Dovrei magari optare per un primer di una casa cosmetica più "specializzata". Non mi sono, tuttavia, arresa. Sto tentando un'ultima strada: la BB Cream Nude Magique della L'Oreal. Finora non mi ha delusa, ma neanche entusiasmata. Tra le tre testate è sicuramente quella che sembra più una crema che non un fondotinta, e in quanto tale molto semplice da stendere. Ha una profumazione gradevole, e quando la si applica i pigmenti color osmose che la caratterizzano danno una piacevole sensazione di freschezza. Per lo meno a me. E questa uniforma l'incarnato per davvero, senza tonalità artificiose. Per ora, quindi, è un "ni". Vedremo solo se anche lei altererà l'equilibrio precario della mia pelle. Speriamo di no! E voi cos'avete provato? Come vi siete trovate? Raccontatemi un po'!

Ecco le consistenze: da sinistra Garnier, L'Oreal, Kiko