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lunedì 16 luglio 2012

In vacanza ci vado con lo Starter Set di Samantha Chapman


Chi sono io per giudicare le Pixiwoo? E' quello che mi sto chiedendo. Mi sento una grossa responsabilità, ma è pur vero che non posso esimermi. Che se ho voluto i pennelli di Samantha Chapman ora ho l'obbligo morale di parlarvene. La storia di questo acquisto è nata così: avevo disperatamente bisogno - non è vero, era solo un "chiurito", come si dice dalle mie parti - di un buon set di pennelli per gli occhi. C'ho pensato per un sacco di giorni e credo di aver visitato tutti i siti di brand possibili e immaginabili. Alla fine, la mia scelta è ricaduta su questo: lo Starter Set della Real Techniques. L'ho ordinato tramite Cocktail Cosmetics (pensateci bene prima di cliccare sul link, perché è un sito molto pericoloso per chi ha il pallino del make up) e l'ho pagato 20 sterline, l'equivalente di 25 euro. Contiene cinque pennelli, e dunque praticamente è come se ciascuno costasse cinque euro: un ottimo prezzo, dal momento che si tratta di pennelli di una certa fattura. Non contenta, ho voluto fare il bis, nel senso che ho ordinato anche un pennellone da cipria, sempre della stessa linea: questo l'ho pagato 10 sterline e 95, sempre meno di quanto ne costerebbe uno simile da Sephora e company. 


Quanto questi brushes siano belli potete vederlo anche da sole: adoro i manici, viola metal nel caso dei cinque che compongono lo Starter Set e arancione nel caso del Powder Brush. Quel che è certo è che non corrono il rischio di perdersi nel marasma di pennelli che ho sull'angolo della mia scrivania trasformato in postazione trucco. Si distinguono, eccome. Ora, la parte più tosta. Cercherò di parlarvi di tutti e sei. E lo farò in maniera molto semplice, perché non sono una make up artist né un'estetista, e quindi l'opinione che posso "offrirvi" è quella di una ragazza appassionata del mondo del trucco che è alla ricerca costante di prodotti e accessori che possano rendere più accessibile quest'affascinante dimensione. Su, cominciamo. Il primo che vi mostrerò è il Base Shadow Brush: molto semplicemente, un pennello da ombretto. 



Occhio, però, perché non ha nulla a che vedere con i soliti applicatori che si trovano comunemente nei set: è morbido, molto morbido e un po' cicciotto, meno piatto di quelli che ho utilizzato sinora. Le setole sono compattissime e quindi, alla fine, funziona alla stessa maniera. Stende l'ombretto in polvere che è una meraviglia, anche se un piccolo appunto lo farei: le dimensioni sono apparentemente perfette, ma in realtà, chi ha la palpebra mobile piccola come la mia, deve fare un po' più d'attenzione nel maneggiarlo. Non è che se ne va per fatti suoi riversando prodotto dove non dovrebbe, per carità. Dovrete solo essere un tantino più precise per fare in modo che l'ombretto non esca fuori, tutto qui. Io ormai lo utilizzo quasi quotidianamente e ho imparato a usarlo per il meglio: praticamente, lavoro di "punta" anziché appoggiare tutte le setole, ed evito macchie e macchiette qua e là. Il secondo pennello è il Deluxe Crease Brush, un pennello da sfumatura. 



Questo lo adoro in tutti i sensi: è bello cicciotto e anch'esso molto morbido: è un piacere, insomma, passarlo sulla palpebra. E sfuma che è una meraviglia: lo fa con precisione e, soprattutto, consente di "muoversi" molto rapidamente. E' arrotondato, ragion per cui è ottimo anche per creare delle ombre nella piega. A questo do' dieci e lode. Poi, c'è il Brow Brush, il classico pennello angolato che servirebbe per le sopracciglia. 



Ma siccome tendo (sbagliando, forse) a ignorare quei quattro fastidiosissimi peli che si trovano sopra agli occhi, lo utilizzo per applicare l'eyeliner, quando ho bisogno di una riga più grossa ed intensa: è molto più spesso di altri pennelli angolati che ho finora utilizzato (quello di Sephora, per esempio), ragion per cui scordatevi la linea sottile, anche perché non servendo a questo scopo le setole non sono rigide e compatte. Di questo farei a meno, insomma. O magari è la volta buona che mi convinco a metter mano alle sopracciglia senza limitarmi a tirar via i peletti in eccesso. L'altro pennellino che adoro è l'Accent Brush. 



E' minuscolo, e in foto rende poco. Lo trovo grandioso per dei lavori che richiedono un'estrema precisione: applicare l'ombretto nell'angolo interno, ad esempio, oppure sotto le ciglia inferiori. E a volte lo uso anche per definire meglio la "v" esterna. Con lui  nonsbaglierete, potete starne certe. Anche questo, nella sua pockettitudine (nuovo termine da me coniato per metterne in risalto le minuscole dimensioni) è rigido e compattissimo. Infine, c'è il Pixel Point Eyeliner Brush, ottimo per una riga sottilissima di eyeliner. 



Le setole sono abbastanza lunghe, e purtroppo nel set che mi è capitato in sorte non perfettamente "rasate". Vale a dire che c'è qualche peluzzo più lungo degli altri, ma che in ogni caso non ostacola l'applicazione dell'eyeliner. Lo trovo di buona qualità ma non indispensabile, perché per questo uso continuo a preferire il pennello angolato: mi ci trovo meglio, ma immagino sia questione di gusti. Quello dal quale non mi separerò mai, invece, è il Powder Brush. Lui è unico, meraviglioso. 



Fa il suo lavoro molto meglio di quanto non lo facciano i pennelloni da cipria Rimmel, Dior, Zoeva e Fraulein, che ora sono stati letteralmente surclassati da questo nuovo arrivo targato Real Techniques. E' morbido, ma così morbido che avrei potuto anche usarlo come peluche, nel caso in cui non mi fosse piaciuto come alleato per il make up. Da quando ce l'ho lo sto utilizzando soprattutto per applicare il fondotinta minerale di Neve Cosmetics: lo stende perfettamente e mi accarezza come nessun altro pennellone ha mai fatto! Ok, la discussione ha preso una piega un po' "piccante", quindi è meglio avviarsi alle conclusioni. Sto usando tantissimo sia lo Starter Set che il Powder Brush, e il primo penso che mi sarà utilissimo soprattutto in vista delle vacanze: l'astuccio che contiene i cinque pennellini è perfetto da portare in borsa, è leggero e non ingombra. E sostanzialmente avrete tutti gli accessori che vi servono per truccare gli occhi, sia che vogliate un look semplice sia che dobbiate realizzarne uno più sofisticato. Tra un uso e l'altro li pulisco col mio solito Brush Cleanser di Kiko, e tornano come nuovi. Non ho avuto problemi neanche dopo lo shampoo vero e proprio: non si sono scollati dal manico, né hanno perso peli. Quindi, nulla da dichiarare. Che dite, vi piacciono? Li comprereste? O, se già li avete, come li trovate?

venerdì 6 luglio 2012

I primi sei mesi del 2012... e quegli acquisti da dimenticare


Mi sono svegliata con una missione. Mettere a posto in camera. Cosa che ovviamente non ho fatto. Ho però finito col fare comunque qualcosa di utile. Liberarmi dalle cianfrusaglie, o per lo meno metterle da parte separandole dalla RCV (roba che vale). E quindi m'è venuta l'idea di scrivere un bel post sui flop. I miei flop. Gli acquisti più sgarrati degli ultimi sei mesi. Di un paio ve ne ho già parlato, ma non posso esimermi dall'inserirli nella top ten. No, non posso proprio essere così clemente. Per farvi meglio intendere il grado d'inutilità e/o di risultato deludente di questi prodotti (stavolta mi concento su make up e unghie, la prossima volta mi riprometto di stilare una classifica di prodotti per il corpo e per i capelli) ve li mostrerò dall'ultimo classificato - quindi, in teoria, meno scarso degli altri - al primo, il re dell'inutilità. Sì, avete capito bene. Oggi sarò un po' cattiva, ma quando ce vò vò. Ed è ovvio che, quando si parla risultati non conformi alle aspettative, si tratti di un'opinione molto soggettiva (non sempre, ma quasi). Quindi, magari, se voi avete nel beauty case qualcuno di questi prodotti e vi ci trovate bene, non offendetevi. Fermo restando che tutto quello che sto per illustrarvi io lo butterei a mare. Dai, cominciamo.


Decima posizione: Sì, lo so che sembra blasfemo inserire in una top ten così poco carina la maison Dior. Ma io che ci posso fare se questo fondotinta Forever lo odio? Tra quelli che ho provato - e credetemi, c'ho in casa se non un intero reparto di fondo, ma quasi - penso che sia quello che mi renda più finta. Avete presente l'effetto cerone? Ecco, su di me si comporta così. Dura, ha il fattore di protezione solare, è coprente, opacizza, quello che vuoi. Ma ditemi un po', a chi piace, al giorno d'oggi, andarsene in giro con un viso palesemente innaturale? A me no. Quindi, ciao ciao Diorskin Forever. Tutt'al più, giusto perché mi spiace buttare 30 euro, ti mischio con qualche altro colore. Ma solo perché di cognome fai Dior e snobbarti sarebbe (forse) blasfemo.


Nona posizione: Questo smaltino Deborah, della linea Pret a porter, sembrava pacchiano, ma pure carino. E siccome era in offerta a due euro e qualche spicciolo, il mio lato tamarro aveva per un attimo prevalso. Ma quando l'ho applicato, per il mio lato chic è stato troppo. Gli è preso un coccolone. E non perché l'effetto sia pacchiano come avevo pensato in partenza. Ma perché il colore è davvero orrendo. Dalla boccettina sembra molto più carino. Belli i glitter, ma insignificante la base, di un bordeaux sbiadito per niente vivo. E quindi, pure se l'ho trovato strafacile da applicare, lo butto giù dalla torre. Ciao ciao, piccolo.


Ottava posizione: Un altro smalto. Questo, anche se è più grande, è il fratello minore di quello precedente, perché è marchiato Debby. Cercavo uno smalto marrone da un'eternità. In un raid punitivo ho trovato lui, il numero 41 della linea Color Play, e sembrava proprio intenso ma riflessato come lo volevo. Sì, come no. E mi ricordo di non averlo neanche pagato poi così poco. Vorrei risparmiarvi la descrizione di come appare il colore sulle unghie. Ma una blogger deve sempre dire la verità. Quindi, guardate la pupù del vostro cane (o gatto, o armadillo, quello che c'avete, insomma) e capirete perché questo smalto è da lasciare sull'espositore. 


Settima posizione: Nel periodo in cui ero andata in fissa per lo smalto morrone, volevo ovviamente un ombretto che ci si potesse abbinare. Questo mono hi tech di Deborah (ok, abbiamo capito qual è il brand che, ahinoi, domina questa classifica) sembrava corrispondere al mio desiderio. E non è brutto, anzi. Scrive pure benissimo, a differenza di altri. Ma è troppo sbrilluccicoso e non dura. E una volta sulla palpebra, più che dorato sembra di un giallino-rossiccio (sembra un colore inesistente, ma fidatevi che è proprio così) un po' smorto. Si può usare, volendo. Ma non come avrei voluto, e non da solo. Ha bisogno di un amico accanto che lo ravvivi. 


Sesta posizione: Mi ero proprio fissata, l'avrete capito. Per completare l'abbinamento di cui sopra ci voleva pure un bell'ombretto marrone, opaco e resistente. Stavolta ne scelsi uno Rimmel, perché odiavo la gamma dei marroni presenti nelle mie due palette. Se sul dito sembrava interessante, riflessato e trasparente, dunque lontano dall'effetto pugno in un occhio, sulla palpebra è un mezzo disastro. Non scrive, e anche se sto lì a ripassare il colore non rende: è anonimo, non intensifica e... s'infila su e giù lungo la palpebra che è una meraviglia. Di starsene al suo posto non ci pensa proprio. 


Quinta posizione: Di lui vi avevo già parlato, quindi mi soffermerò poco. A metà classifica troviamo quel famoso smaltino della HeM. Sì, quel lime che è davvero lime, tanto è acido. Continuo a trovarlo orrendo. Potrei utilizzarlo, tutt'al più, per farci un pallino - ma che sia ino ino ino - in una qualche nail art. Giusto per farlo passare tanto prematuramente a miglior vita. 

Quarta posizione: Non l'ho messa in pole position perché, seppur gli effetti collaterali, faceva più o meno il suo lavoro. Non ho neanche la foto perché; in un raptus di rabbia - non lo faccio mai - l'ho buttata dritta nella spazzatura. Ma tanto la Bb cream di Garnier la conoscete tutti. Assolutamente inadatta alle pelli grasse, tant'è che ora ne hanno ideato una versione apposita, mi ha distrutto la pelle in meno di una settimana, regalandomi bubboni e brufoletti sottopelle. Di coprire copriva e l'effetto non era neanche male. Ma meglio pensarci un po' su prima di metterla: se dopo una settimana devi sborsarne 80 in prodotti riparatori di farmacia, meglio lasciarla dov'è. 


Terza posizione: E' verde, è liquido. Sulla confezione c'è scritto pure correttore, o meglio, natural concealer. Ma bisogna vedere che cosa dovrebbe correggere, questo prodotto di Kiko. Perché di certo i rossori non li attenua, né tanto meno maschera un po' i brufoletti. Per farla breve, serve a poco... ma giusto per non dire nulla. Risparmiatevi qualche spicciolo.


Seconda posizione: Le avevo dedicato un post esclusivo, tanto mi aveva fatto sch... ehm, mi aveva delusa. La spugnetta a forma di uovo della Sephora questo secondo posto se lo merita tutto. Non stende, non fa niente. Chissà se provo a farla bollire un po'. Tanto pure che sono a dieta un ovetto a settimana me lo posso pappare.


Prima posizione: And the winner is... Una matita doppia. O meglio, un ignobile duo di eyeliner della Nyc. In due parole vi spiegherò perché si è aggiudicato questo triste primato. Il concetto è semplice. Prendete una delle due punte a scelta tra la nera e la bianca. Appoggiatela sul vostro occhio e tracciate una linea sottile. Non vedete niente? Tranquille, è tutto nella norma. Non è strano che non scriva. Ora, prendete l'altra punta e riprovate. Un altro flop? Esatto, allora è proprio così. vi giuro, delle mine meno scriventi di queste io non le avevo mai trovate in vita mai. Scrivacchiano sulla mano, ma sulla palpebra si rifiutano proprio. E allora, in tutta franchezza... che me ne faccio se è così inutile? 

Ok, per oggi abbiamo finito. Ho sfogato un po' di sincera cattiveria e mi sento meglio per aver condiviso con voi quest'inutile spreco di denaro. Ora, ditemi un po': avete provato qualcosa dei prodotti che vi ho elencati? Li pestereste violentemente sotto i piedi anche voi?

sabato 30 giugno 2012

Con il cofanetto di Sephora è Natale tutti i giorni (+ new entry per voi!)


Sarà una questione di geni. O di dna. Mi sentivo una pecora nera, fino a qualche anno fa. L'unica donna della famiglia che avesse i cassetti (e pure gli armadi e le scarpiere) strapieni di ombretti, rossetti, smalti e fondotinta. Poi, LEI è cresciuta. E lì mi sono resa conto che la colpa-merito di questa sfrenatissima passione derivasse dal ceppo paterno. Ho scoperto che mia cugina era come me: assatanata di trucchi e di shopping. La sorella (di sangue, di unghie, di creme e di eyeliner) che non avevo mai avuto e che avevo, invece, sempre voluto. Ha "solo" sedici anni ma penso che abbia già più trucchi di me. E il bello è che li sa usare pure bene.  Conosce benissimo questo mondo, il "nostro" mondo, perché - esattamente come me e voi - ogni giorno rischia l'overdose da beauty blog, siti dei brand e tutorial. Guai a chiederle di uscire senza un filo di make up. Non prende neanche lontanamente in considerazione l'idea. Ragion per cui, ho pensato che coinvolgerla nel mio blog fosse un'ottima idea. Ha accettato e ne sono felicissima: ha già in serbo un sacco di post per voi, che sono sicura vi piaceranno un sacco. Qui di seguito, quindi, la sua prima review. Adoro il prodotto che sta per presentarvi. Ecco a voi, allora...
La studentessa (senza una lira) ma ben truccata! Vi va d'incoraggiarla un po'???


Si inizia sempre così. Quando sei piccola i tuoi genitori ti regalano trucchi di Barbie, e tu chiedi alla mamma quando potrai mettere i suoi tacchi ed usare i suoi trucchi. Poi arriva il giorno in cui tua mamma ti guarda e si accorge che hai il triplo dei suoi prodotti, che le tue scarpe sono più alte delle sue, e che le trousse di Barbie si sono trasformate in bellissime palette di Sephora.Ed è proprio vero che i fiori più belli sono anche i più rari, perché la palette che sto per descrivervi è tanto bella quanto rara. Sto parlando della fantastica palette Makeup Studio di Sephora, creata per soddisfare ogni esigenza di noi donne. Questa speciale palette si presenta nel negozio come Babbo Natale, ogni periodo natalizio, ed ogni anno il team di esperti Sephora si impegna per migliorarla e farla apparire sempre in un nuovo formato. Nonostante il design cambi, l’interno rimane pressappoco uguale, anche se spesso le tonalità cambiano (non tutte, ovviamente, ma solo una parte). Per il Natale 2011 il design di questa palette è stato studiato per chi (come me) non ha più un angolo dove mettere i propri trucchi, ed infatti si presenta come un elegante cofanetto nero dotato di piedini richiudibili e suddiviso in strati.





Mi sono voluta concedere questo “lusso”, e con €39,90 mi sono portata a casa 96 ombretti, suddivisi tra shimmer, satinati (che costituiscono la maggior parte dei colori) e mat; 84 rossetti, qualcuno glitterato, nei quali sono compresi anche alcuni gloss; 3blush di cui due satinati, 1 terra satinata; 6 eyeliners in crema; 2 matite, una marrone e una nera; 1 mascara ed infine 4 pennellini di dubbia qualità. L’unico utilizzabile è quello per labbra, che ho trovato molto setoso. Per quanto riguarda il mascara, non ne parliamo proprio: già secco ancora prima di comprarlo. Passiamo alla parte più importante: gli ombretti. Ne adoro la maggior parte, anche se non mi piace che le cialde siano così piccole. Il bianco infatti, uno dei colori che utilizzo più spesso, è già praticamente finito. Però mi accontento, in rapporto al prezzo, conoscendo Sephora che per una matita fa pagare €12 e considerando tutto quello che c’è dentro, direi che è un ottimo affare! Sulla durata c’è da dire che i mat dopo una giornata tendono ad opacizzarsi un po’ ed a venire via, mentre gli shimmer ed i satinati durano di più. Adoro la gamma di colori, che è piuttosto vasta e contiene colori ricercati, che non si vedono tutti i giorni. Nelle foto piuttosto discutibili che ho fatto (scusate la qualità, non sono molto brava) vi mostro le mie tonalità preferite, le prime due di ombretti e la terza di rossetti:




Il primo e l’ultimo colore risultano un po’ differenti dalla realtà: quello che sembra bianco in realtà è più rosato, l’ultimo della seconda foto invece è più verde di come sembra. Sono letteralmente innamorata del terzo colore della prima foto, è sicuramente il mio preferito! Per quanto riguarda i rossetti, vi ho swatchato i miei tre preferiti, tutti e tre molto accesi ma anche molto portabili (e ve lo dice una che domanda sempre se non sembra una cretina, prima di uscire). Sono tutti e tre colori che metto spesso quando trucco poco gli occhi, per far risaltare le labbra. Li adoro! Una cosa che mi ha sorpreso molto della palette è la scrivenza delle matite: guardare per credere! Le ho provate una prima volta sulla mano convinta che, come tutte le matite contenute nelle palette, facessero pena. E invece, la rivelazione. Non potevo crederci! All’inizio ho pensato di avere anche le allucinazioni, ma poi le ho provate sugli occhi... e ora le adoro letteralmente!


Complessivamente, sono più che soddisfatta del rapporto qualità/prezzo, anche perché ho la possibilità di provare molte più tonalità che, acquistate singolarmente, avrebbero lo stesso prezzo di una macchina, su per giù. Spero di non avervi annoiate con questo sproloquio! E voi, cosa ne pensate? L'avete provata? Vi è piaciuta o siete rimaste deluse?

Alla prossima,
la vostra Studentessa (senza una lira) ma ben truccata

venerdì 15 giugno 2012

Ma l'ovetto di Sephora io non lo digerisco


Era lì, solo soletto, in mezzo a un mare di pennelli professionali e di accessori da sogno. Grazioso, piccolino, color giallo limone. Stringevo già tra le braccia il mio fondotinta Make Up For Ever Hd, quando alla cassa un gentil ragazzo mi disse: "Se prendi un secondo prodotto, te lo scontiamo del 20%". E io scelsi lui: l'ovetto-spugnetta di Sephora. Lo ammiravo da un po', ma non avevo mai avuto voglia di spendere 10 euro per un prodotto che non conoscevo poi così bene. Avendo però a disposizione lo sconto, decisi dunque di prenderlo. Ragazze mie, non sapete quanto io mi stia mangiando le mani: ho gettato alle ortiche un 20% di Sephora. Un 20% che tutte noi quotidianamente bramiamo. Sì, forse sono pazza. Insomma, quest'aggeggio lo odio. Lo trovo totalmente inutile. Credevo di aver trovato la chiave perfetta per stendere il fondotinta, ma ancora una volta mi ritrovo costretta ad ammettere che il buon vecchio pennello non lo batte nessuno. C'è poco da fare, non c'è storia. Che lo usi da asciutto, oppure leggermente inumidito, non credo cambi molto. A mio avviso non stende il prodotto come dovrebbe. Magari la parte superiore - quella un po' a punta - sarà comoda per far arrivare il fondotinta in alcune zone critiche, ma per il resto trovo che l'ovetto di Sephora sia più carino da usare come soprammobile che non come accessorio da beauty case. Di certo non è consigliabile a chi, come me, ha bisogno di una coprenza medio-alta. Giacché ci siamo, quindi, ho pensato di mostrarvi le altre spugnette che posseggo, per trarre qualche conclusione. 


Inizierò col dirvi che il primato se lo giocano in due: quella piatta di Sephora e il piumino-spugnetta di Dior, che mi regalarono in profumeria un po' di tempo fa dopo una prova trucco. Queste due sono, secondo il mio modestissimo parere, le migliori per stendere il fondotinta liquido: l'effetto è uniformissimo, e sulla pelle risultano molto morbide. Le scelgo soprattutto quando vado di fretta, perché trovo che rappresentino anche il metodo più rapido per l'applicazione di una buona base. Promuovo anche la spugnetta triangolare di Sephora: ne comprai un bel po' un paio d'anni fa, perché si vendevano a gruppi di 4 a solo 1 euro la confezione. Spero, infatti, che durante i saldi replichino questa promozione. L'unico problema è che non è consigliabile usare la stessa molto a lungo: prima è morbida e stende perfettamente, ma dopo 3 o 4 giorni diventa più ruvida, inizia a "rompersi" e a perdere pezzettini e l'applicazione risulta più complicata e meno precisa. Per farne scorta, in attesa dei saldi Sephora, in un ordine Elf avevo inserito anche due pacchettini da 8 triangolini l'uno: pensavo fossero delle stesse dimensioni, e invece sono minuscole. Per nulla adatte, dunque, per stendere il fondotinta: più precise, invece, per il correttore. Boccio senza mezze misure anche i piumini di Elf: sembrano fatti di carta, e la sensazione che dà strofinarli sulla pelle è tremenda. No no no, non ci siamo! E voi? Quali spugnette utilizzate? Sapreste consigliarne di buone ma low cost?

Bio e low cost: Omia Laboratoires si prende cura di te


Prendete un'azienda che produce in Italia. Aggiungete il marchio cruelty free, a garanzia del fatto che in quei laboratori NON si testa sugli animali. Metteteci pure una bella certificazione etica e ambientale. Et voilá. Che volete di più? Personalmente sono felice che nel mio beauty case riservato alla cura del corpo siano entrati a far parte i due prodotti di cui sto per parlarvi. E tutto grazie alla mia amica del cuore, che non poteva scegliere di meglio per augurarmi buon onomastico. Oggi voglio presentarvi Omia Laboratoires. Sono sicura che conosciate già i loro cosmetici super naturali, ma vorrei illustrarvi più in dettaglio questi due che sto testando. La mia amica non ne poteva più di sentirmi dire quanto volessi provare l'olio d'argan: perció, ha ben pensato di regalarmi, innanzitutto, il bagno seta di questa linea bio. La prima cosa che ho notato, una volta sotto la doccia, è che a differenza degli altri docciasciumi oleosi appare molto più "leggero" a livello di consistenza. E non ha un odore forte. Si sente appena, è molto delicato. Strofinandolo sulla pelle con la spugnetta a rete giusta (io uso questa qui di Sephora) la schiuma risulta morbida. E l'effetto "levigante" è immediato. La pelle del mio corpo è purtroppo molto secca, ma non ho potuto non notare immediatamente la differenza: gambe e braccia, in particolar modo, sono subito più lisce e morbide al tatto, nonchè chiaramente idratate a dovere. Una volta asciutta, la pelle risulta piacevolmente profumata: non aspettatevi fragranze forti o esagerate tipiche dell'estate. È un odore molto delicato, piuttosto: il mio lui, per inciso, l'ha gradito, e anche tanto! Passiamo poi alla crema corpo: questa non è all'olio di argan bio, bensì alla lavanda. L'ho applicata quando la mia pelle era ancora leggermente umida - avevo fretta, come sempre - e subito ho gioito nello scoprire che è una di quelle creme che si assorbono subito. Perfetta, insomma, per chi non ha voglia di star lì tre ore a stenderla sul corpo nella speranza, molte volte vana, che scompaia e si fonda con la pelle. Poi, vi diró: di prodotti alla lavanda ne ho provati molti, trattandosi di una fragranza che adoro. È questa di Omia Laboratoires mi è sembrata pura nel vero senso della parola. Mi spiego meglio: non ha quell'odore forte e palesemente contraffatto che presentano molti flaconcini comunemente in vendita. Questa è lavanda vera, e si sente. Ora sono curiosissima. Sono andata a spulciare un po' sul sito Internet e mi si è aperto un mondo: vorrei provare tutto, giuro! Dai prodotti a base di olio di jojoba a quelli alla rosa. E pure iris, và! Ma, soprattutto, andró a vedere se riesco a trovare qualcosa della linea Evolution Hair Care per i miei ribellissimi capelli ricci: quelli mi sono sembrati davvero molto molto interessanti! Spero di poterveli recensire al più presto! Ah dimenticavo: il valore aggiunto di questi prodotti? Sicuramente il prezzo. Con meno di 5 euro vi portate a casa, ad esempio, il Bagno seta all'olio di argan. Di quelli con la "B" maiuscola, come oramai avrete capito. Beh? Ancora qui? Che aspettate? Correte da Limoni, o da Acqua e sapone, e date un'occhiata! Aspetto i vostri commenti!

domenica 20 maggio 2012

Per ogni riccio un capriccio... ma pure un impiccio!

La mia ricciolosissima routine
Nel mezzo del cammin della sua vita, Dante si ritrovò in mezzo ad una selva oscura. Io quella selva oscura ce l'avevo in testa a soli tre giorni dalla nascita. Forse la prima parola che ho imparato a pronunciare non fu mamma, né papà. Bensì schiuma, o districante. Insomma, qualcosa del genere. Negli anni, credo che nonne, zie, prozie e bisnonne abbiano testato sui miei indomabili capelli ricci qualunque cosa trovassero nella dispensa: miele, cocco, olio. Forse pure carciofi e succo di melanzane, chissà. Ore e ore davanti allo specchio a lasciare che me li pettinassero - da asciutti, perché non avevano neppure l'accortezza di bagnarmeli - mentre io urlavo e strepitavo. E tremavo al sol pensiero che sarei dovuta andare a scuola pettinata come un barboncino maltrattato. Finché, acquisite a pieno le mie capacità fisiche e mentali, non ho iniziato a far da me. E mi si è aperto un mondo. Oggi posso dire - accantonando per un attimo la mia proverbiale modestia - che in fatto di ricci sono un'esperta per davvero. Ho provato di tutto, pur di dare ai miei capelli l'aspetto che dovrebbero avere. E stranamente, contrariamente alla legge che impone che la donna odi i suoi capelli, io i miei li adoro. Ma dietro c'è tutt'un lavoraccio. Più una spesa di certo non indifferente. Ma è il prezzo giusto da pagare per averli ben districati, definiti, lucidi e morbidissimi. Quindi, per oggi, mettete da parte ombretti e matite e beccatevi la mia routine. Iniziamo dal lavaggio: tra tutte le linee che ho provato - sia specifiche per i ricci che non - la migliore ritengo sia la "Onde satin" di Testanera. Sia lo shampoo che il balsamo hanno un odore gradevolissimo. I trucchetti che esistono per ottenere una capigliatura voluminosa e soffice al punto giusto fanno il resto. Li ho scoperti tardi, ma l'importante è averli carpiti! Lo shampoo meglio applicarlo solo sulle radici e non su tutta la lunghezza, ad esempio. Viceversa per il balsamo: se applicato sulle radici, e ne ho le prove scientifiche, appesantiscono il tutto regalandovi quel piattume che al riccio proprio non dona. Dopo la doccia, non strofino con l'asciugamano, perché ricordatevi che l'effetto elettrizzato è lì che ad attendervi dietro l'angolo. Quindi, li "spremo" fino ad eliminare l'acqua in eccesso. Li ripettino ancora una volta con la mia mitica spazzola antistatica di Sephora e sono pronta ad accogliere i miei amici. Prima applico su tutta la lunghezza la crema Oleo Curl della Kerastase (in alternativa, la crema disciplinante Sunsilk per i ricci, più economica ma ottima), poi la mitica spuma volume riche della linea Tecniart di L'Oreal (la numero 4). Prodotti, questi ultimi due, che conviene acquistare in una qualunque casa del parrucchiere: si risparmia un bel po'. Ultimo atto: a testa in giù, asciugo stropicciando i ricci con il diffusore Parlux. Et voilà: i miei ricci sono pronti. E per i giorni successivi - io li lavo due volte a settimana - li rimetto in sesto usando il balsamo spray della linea Ricci sublimi di L'Oreal: non necessita di risciacquo, dona un meraviglioso effetto bagnato - ma non troppo, il giusto - e li lascia morbidissimi. Quanto al taglio, i miei sono scalati, così da non sembrare Mortisia della famiglia Addams nel momento in cui li stiro. E questo è quanto. Basta avere un po' di pazienza e provare senza stancarsi, per avere i ricci che avete sempre sognato! Spero di avervi dato qualche dritta interessante. Alla prossima!

lunedì 14 maggio 2012

Ma dove vai se i pennelli non ce li hai?

Diciamocelo: la mano ci vuole, e i trucchi validi pure. Ma che ne sarebbe di noi beauty addict se non ci fossero i pennelli? Inutile negarlo, che usando le dita non otterremmo gli stessi effetti. Ecco perché penso che un bel set di brush, mini o maxi che sia, non manchi più nei beauty case di chi non cerca più solo l'essenziale. Io ho iniziato, qualche tempo fa, acquistandone tre da Sephora. Quelli che ritenevo essenziali: uno per stendere l'ombretto, il n° 26, uno per sfumare, il 14, e quello angolato per l'eyeliner, il n° 15. Sono passati tre anni o poco più da quando ce li ho, ma devo dire che sono ancora praticamente perfetti. Anche se, quando sono arrivati "LORO", un po' li ho traditi. Vi spiego. Parecchi mesi fa decisi che volevo un set intero. Pensai che acquistarli tutti, singolarmente, sarebbe costato troppo, dal momento che il prezzo minimo di ognuno è di dieci euro. Facendo un giro sul web, quelli più consigliati mi parsero quelli della Zoeva. Et voilà: nel giro di una settimana il mio bel pacco (pieno di altre cose che vi farò vedere in altri post) era già arrivato. Nell'ordinarlo mi feci prendere un po' la mano, per quanto assolutamente non me ne penta: scelsi il Variety, il più completo. Contiene 40 pennelli di tutti i tipi ed è costato 65 euro: sembra molto, è vero, ma se moltiplicate 40 per 10 (quanto costerebbero singolarmente) ecco qui che la spesa mi pare giustificata. Soprattutto perché, quando mi trucco, mi rendo conto che non ce n'è uno che mi manchi: ed è fantastico! Io li trovo veramente ottimi. L'elegante "borsetta" nera di pelle che li contiene vale già parte del costo: e aprendola, personalmente, ho sbarrato gli occhi. Pennelli per ombretti di tutte le dimensioni, per sfumature, piatti, arrotondati, per correttori, per polveri minerali, per blush e per fondotinta. Ce ne sono due, in particolare, dei quali non potrei più fare a meno: uno grande, angolato, che utilizzo per le sfumature. Un attimo e l'effetto che desidero è garantito. E poi c'è il mitico pennello penna, come lo chiama l'altrettanto mitica Clio. Unici, insomma. Sono pochi quelli che non utilizzo e che, quindi, ho lasciato nella borsettina: sicura, in ogni caso, che un giorno mi serviranno. Tutti gli altri stanno in un bicchiere da collezione della Coca-Cola, e ogni due o tre giorni fanno il bagnetto insieme con uno shampoo delicato per bambini: altrimenti, tra un utilizzo e l'altro li pulisco con l'apposito spray per pennelli. O quello della Sephora (forse migliore, ma un po' caro), o quello di Kiko, fantastico per il rapporto qualità prezzo. Penso che sia tutto. Si è capito che straconsiglio i pennelli della Zoeva? E beccatevi pure il link del set che ho scelto (straniero, ma in qualche modo ci si raccapezza): https://www.zoeva-shop.de/en/brushes/variety-set/_py_/a-123680/ Ciao ragazze!
La meravigliosa borsetta di pelle della Zoeva
I pennelli che uso tutti i giorni
Il pennellone angolato per sfumature
Quelli che "conservo" perché meno usati
Il pennello penna (pardon se è sporco, sono stata pigra ^.^)