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venerdì 20 luglio 2012

Secondo test di resistenza: Virgilio non salva proprio tutti...


Stavolta sono stata più clemente. Se al primo test di resistenza di gradi ce n'erano quarantatré, al secondo, mercoledì, ce n'erano SOLO 37. Capirete dunque che, abituata ai bollori degli inferi, quel giorno mi faceva quasi freddo. Ironia a parte, oggi v'illustro i risultati di questa seconda prova. E come l'altra volta, inizio con l'elencarvi i prodotti che avevo indosso, per poi svelarvi quali hanno resistito al caldo calabro-africano e quali, invece, si sono rivelati una chiavica (leggi bene, poco adatti al clima) senza che neanche il buon anticiclone Virgilio potesse trarli in salvo. Partiamo dagli occhi: pigmenti verde e giallo di Jc Nadia Paris (in questo post la mia disavventura con questa pessima casa cosmetica, il cui altrettanto pessimo servizio clienti non ha mai avuto né il garbo né il coraggio di rispondere alle mie emai) su palpebra mobile e piega. Matita Graphic Eyes di Zoeva color oro, la Funky Soul, usata sia sopra che sotto. Pastello Bosco di Neve Cosmetics nella rima interna. Mascara Vamp di Pupa in abbondanza. 



Quanto alle labbra, due strati di rossetto aranciato, il numero 79 di Kiko. Sul viso avevo utilizzato il primer Murad come base e la solita spolverata del fondotinta minerale di Neve Cosmetics. Più un tocco dell'Eye Lift Perfector che sto testando grazie alla collaborazione con Tuttestetica. 



Ed ecco com'è andata. Dopo un'ora che ero fuori sono stata costretta a cercare uno specchio e a strofinare il mio malcapitato indice lungo tutta la palpebra. Sì, perché quei maledettissimi pigmenti, nonostante li avessi ovviamente fissati con un primer, si erano liquefatti e l'occhio mi bruciava da morire. E l'effetto crosticina, tra l'altro non è che mi faccia impazzire. Soprattutto se per truccarti c'hai messo quella mezz'oretta buona. Quindi, per pareggiare i conti, avendo dimenticato a casa il kit per i ritocchi d'emergenza, ho preferito levare il colore dalla palpebra. La matita di Zoeva per fortuna non s'è mossa, così almeno mi era rimasto un tocco di luce. Le ciglia, ben separate e scurite col mio mitico Vamp di Pupa, non si sono lasciate minimamente intaccare dal pastrocchio che si stava verificando appena un piano più in alto. Il pastello di Neve ha resistito un po' di più dei pigmenti, ma dopo un paio d'ore ho dovuto ritoccarlo perché le lacrime dovute alla caduta libera dei pigmenti di Jc Nadia Paris hanno fatto naufragare anche quel bel verde applicato sulla rima interna. Bocca? Un disastro. Penso che il rossetto di Kiko mi abbia abbandonata già mezz'ora dopo essere salita in macchina. Quanto alla base, nulla da segnalare. Stava tutto su che era un incanto, esattamente come l'altra volta. E così siamo a due. Sì, due volte che il make up è andato a farsi benedire. E non ci trovo niente da ridere!

lunedì 16 luglio 2012

In vacanza ci vado con lo Starter Set di Samantha Chapman


Chi sono io per giudicare le Pixiwoo? E' quello che mi sto chiedendo. Mi sento una grossa responsabilità, ma è pur vero che non posso esimermi. Che se ho voluto i pennelli di Samantha Chapman ora ho l'obbligo morale di parlarvene. La storia di questo acquisto è nata così: avevo disperatamente bisogno - non è vero, era solo un "chiurito", come si dice dalle mie parti - di un buon set di pennelli per gli occhi. C'ho pensato per un sacco di giorni e credo di aver visitato tutti i siti di brand possibili e immaginabili. Alla fine, la mia scelta è ricaduta su questo: lo Starter Set della Real Techniques. L'ho ordinato tramite Cocktail Cosmetics (pensateci bene prima di cliccare sul link, perché è un sito molto pericoloso per chi ha il pallino del make up) e l'ho pagato 20 sterline, l'equivalente di 25 euro. Contiene cinque pennelli, e dunque praticamente è come se ciascuno costasse cinque euro: un ottimo prezzo, dal momento che si tratta di pennelli di una certa fattura. Non contenta, ho voluto fare il bis, nel senso che ho ordinato anche un pennellone da cipria, sempre della stessa linea: questo l'ho pagato 10 sterline e 95, sempre meno di quanto ne costerebbe uno simile da Sephora e company. 


Quanto questi brushes siano belli potete vederlo anche da sole: adoro i manici, viola metal nel caso dei cinque che compongono lo Starter Set e arancione nel caso del Powder Brush. Quel che è certo è che non corrono il rischio di perdersi nel marasma di pennelli che ho sull'angolo della mia scrivania trasformato in postazione trucco. Si distinguono, eccome. Ora, la parte più tosta. Cercherò di parlarvi di tutti e sei. E lo farò in maniera molto semplice, perché non sono una make up artist né un'estetista, e quindi l'opinione che posso "offrirvi" è quella di una ragazza appassionata del mondo del trucco che è alla ricerca costante di prodotti e accessori che possano rendere più accessibile quest'affascinante dimensione. Su, cominciamo. Il primo che vi mostrerò è il Base Shadow Brush: molto semplicemente, un pennello da ombretto. 



Occhio, però, perché non ha nulla a che vedere con i soliti applicatori che si trovano comunemente nei set: è morbido, molto morbido e un po' cicciotto, meno piatto di quelli che ho utilizzato sinora. Le setole sono compattissime e quindi, alla fine, funziona alla stessa maniera. Stende l'ombretto in polvere che è una meraviglia, anche se un piccolo appunto lo farei: le dimensioni sono apparentemente perfette, ma in realtà, chi ha la palpebra mobile piccola come la mia, deve fare un po' più d'attenzione nel maneggiarlo. Non è che se ne va per fatti suoi riversando prodotto dove non dovrebbe, per carità. Dovrete solo essere un tantino più precise per fare in modo che l'ombretto non esca fuori, tutto qui. Io ormai lo utilizzo quasi quotidianamente e ho imparato a usarlo per il meglio: praticamente, lavoro di "punta" anziché appoggiare tutte le setole, ed evito macchie e macchiette qua e là. Il secondo pennello è il Deluxe Crease Brush, un pennello da sfumatura. 



Questo lo adoro in tutti i sensi: è bello cicciotto e anch'esso molto morbido: è un piacere, insomma, passarlo sulla palpebra. E sfuma che è una meraviglia: lo fa con precisione e, soprattutto, consente di "muoversi" molto rapidamente. E' arrotondato, ragion per cui è ottimo anche per creare delle ombre nella piega. A questo do' dieci e lode. Poi, c'è il Brow Brush, il classico pennello angolato che servirebbe per le sopracciglia. 



Ma siccome tendo (sbagliando, forse) a ignorare quei quattro fastidiosissimi peli che si trovano sopra agli occhi, lo utilizzo per applicare l'eyeliner, quando ho bisogno di una riga più grossa ed intensa: è molto più spesso di altri pennelli angolati che ho finora utilizzato (quello di Sephora, per esempio), ragion per cui scordatevi la linea sottile, anche perché non servendo a questo scopo le setole non sono rigide e compatte. Di questo farei a meno, insomma. O magari è la volta buona che mi convinco a metter mano alle sopracciglia senza limitarmi a tirar via i peletti in eccesso. L'altro pennellino che adoro è l'Accent Brush. 



E' minuscolo, e in foto rende poco. Lo trovo grandioso per dei lavori che richiedono un'estrema precisione: applicare l'ombretto nell'angolo interno, ad esempio, oppure sotto le ciglia inferiori. E a volte lo uso anche per definire meglio la "v" esterna. Con lui  nonsbaglierete, potete starne certe. Anche questo, nella sua pockettitudine (nuovo termine da me coniato per metterne in risalto le minuscole dimensioni) è rigido e compattissimo. Infine, c'è il Pixel Point Eyeliner Brush, ottimo per una riga sottilissima di eyeliner. 



Le setole sono abbastanza lunghe, e purtroppo nel set che mi è capitato in sorte non perfettamente "rasate". Vale a dire che c'è qualche peluzzo più lungo degli altri, ma che in ogni caso non ostacola l'applicazione dell'eyeliner. Lo trovo di buona qualità ma non indispensabile, perché per questo uso continuo a preferire il pennello angolato: mi ci trovo meglio, ma immagino sia questione di gusti. Quello dal quale non mi separerò mai, invece, è il Powder Brush. Lui è unico, meraviglioso. 



Fa il suo lavoro molto meglio di quanto non lo facciano i pennelloni da cipria Rimmel, Dior, Zoeva e Fraulein, che ora sono stati letteralmente surclassati da questo nuovo arrivo targato Real Techniques. E' morbido, ma così morbido che avrei potuto anche usarlo come peluche, nel caso in cui non mi fosse piaciuto come alleato per il make up. Da quando ce l'ho lo sto utilizzando soprattutto per applicare il fondotinta minerale di Neve Cosmetics: lo stende perfettamente e mi accarezza come nessun altro pennellone ha mai fatto! Ok, la discussione ha preso una piega un po' "piccante", quindi è meglio avviarsi alle conclusioni. Sto usando tantissimo sia lo Starter Set che il Powder Brush, e il primo penso che mi sarà utilissimo soprattutto in vista delle vacanze: l'astuccio che contiene i cinque pennellini è perfetto da portare in borsa, è leggero e non ingombra. E sostanzialmente avrete tutti gli accessori che vi servono per truccare gli occhi, sia che vogliate un look semplice sia che dobbiate realizzarne uno più sofisticato. Tra un uso e l'altro li pulisco col mio solito Brush Cleanser di Kiko, e tornano come nuovi. Non ho avuto problemi neanche dopo lo shampoo vero e proprio: non si sono scollati dal manico, né hanno perso peli. Quindi, nulla da dichiarare. Che dite, vi piacciono? Li comprereste? O, se già li avete, come li trovate?

mercoledì 4 luglio 2012

Esci fuori dalle righe con i blush minerali di Zoeva


Se ti piacciono le gote al naturale, questo post non fa per te. Se invece sei alla ricerca di un effetto sfizioso, ben lontano dalla normalità e dagli schemi, allora ti trovi nel post giusto. Finora ho recensito diversi set della Zoeva: quello dei pennelli, quello delle matite e quello degli eyeliner. Manca dunque, relativamente al maxi ordine che effettuai l'autunno scorso, solo quello dei blush minerali. Non è un caso che io abbia deciso di recensirlo per ultimo. Perché è l'unico, tra i quattro set, che non mi abbia convinta al 100%. Proprio così. In mezzo a un coro di opinioni entusiaste - basta googlare il tutto e dare un'occhiata agli altri blog - stavolta io vado controcorrente. Non che non siano dei buoni prodotti, intendiamoci. Anzi. Ma trovo che i colori non siano poi così naturali come si dice in giro. Non corriamo, facciamo un passo indietro. Inizio col darvi qualche informazione. Il set di fard minerali Zoeva (odio chiamarli blush, lo ammetto, forse perché per un pelo faccio parte della generazione che li chiamava con il loro vecchio nome) si compone di cinque diverse tonalità. Ogni jar contiene 2 grammi e mezzo di prodotto. Che è un bel po', trattandosi di una polvere libera molto pigmentata che non va usata in eccesso, ma in quantità moderate.


Il contenitore è comodissimo: presenta una serie di buchini, sette nello specifico, che consentono di dosare il prodotto senza la benché minima fatica. Il set completo costa 18 euro, mentre per acquistare le jar singolarmente spendereste 4 euro e 50. Come al solito, dunque, l'acquisto in stock consentirebbe un risparmio non indifferente. E fu proprio questo il ragionamento che, all'epoca, mi spinse a infilare i blush nell'ordine che stavo effettuando. A giudicare dalla foto presente sul sito, pensai che almeno per un anno o giù di lì - scadono dopo 12 mesi, teoricamente - non avrei più avuto bisogno di acquistarne altri. Il set mi sembrava piuttosto completo e variegato. Mi sbagliavo. Su, venite con me: ve li presento ad uno ad uno.


Inizio da Peach Bouquet perché è il mio preferito. L'unico che usi, se non ogni giorno, quasi. Ritengo che tra i cinque sia quello che dona alle mie guanciotte l'effetto più naturale e con maggiore rapidità. Il colore, nel momento in cui si fonde con l'incarnato, è tuttavia molto diverso da come appare nella jar. Tende più al rosato che al color pesca. Ma, nonostante mi servisse una tonalità più "aranciata" - e all'interno del set la sua "funzione" avrebbe dovuto essere proprio questa - Peach Bouquet non mi spiace affatto.


Lo so. A vederlo così, Fiesta Forever sembra divino. Ma provate a mettervelo sulle guance. Se, per sbaglio, il vostro pennellone angolato preleverà un centigrammo di prodotto in più, dovrete rifare tutto daccapo. Lo trovo veramente un po' eccessivo, un colore fin troppo carico per un fard. Dovrebbe farci sembrare in salute, e non pronte per il Carnevale. Ragion per cui, questo fucsia - si, perché di questo si tratta - non mi sento di promuoverlo. Troppo difficile da usare. Vi dirò di più: di tanto in tanto lo uso come ombretto, così argino i sensi di colpa per un acquisto (quasi) inutile.


Con Afternoon Delights vado a periodi. A volte lo amo, altre lo verserei nel wc e tirerei lo sciacquone. Scusatemi il francesismo, ma anche questa tonalità è molto complicata da gestire. Stesso discorso che vale per Fiesta Forever: è pigmentatissimo e ne occorre veramente una punta. E se il colore vi sembra bello - a me ricorda, anche per via del nome, le sfumature di un tramonto estivo - posso dirvi che lo è per davvero. Ma anche in questo caso, non lo trovo adatto per le guance. Tutt'al più, è meglio usarlo nei mesi freddi, quando la pelle è bianchiccia. Perché se no, d'estate, il colore farà veramente a cazzotti con l'abbronzatura. 


Hint of Rose, invece passa l'esame. Sembra un rosa antico, e in quanto tale è quello che, tra i cinque, vi darà l'effetto bonne mine che in teoria la gran parte di noi cercherà in un fard. Quindi, carino e passabile.


Soft Romance lo uso spesso. Dalla jar sembra quasi una terra con dei microglitter, e invece, come noterete dallo swatch, si tratta di un rosa molto delicato. Qui il problema che potrebbe presentarsi è opposto rispetto a quello di Fiesta Forever e di Afternoon Delights: correte il rischio che sia troppo chiaro. Ma di certo, paragonato a quei due "mostri", è sicuramente più semplice da gestire e applicare. Quindi, passa l'esame. Una sufficienza stiracchiata, ma che non gli si può negare. Ora che ve li ho mostrati tutti, posso concedermi qualche altra osservazione più generica. Questi cinque blush minerali - privi di parabeni e talco, nonché di qualunque traccia di profumo - sono scriventissimi. Per fortuna sono anche facilmente sfumabili. Il che è una caratteristica non guasta, dal momento che i colori sono così carichi e decisi. Il problema è che, a furia di sfumarli per non sembrare la brutta copia di Heidi in mezzo a capre e monti, di prodotto sulle gote, alla fine, non è che ne rimanga molto. E dunque, non hanno una durata eccezionale. Per lo meno su di me. Ve li consiglio? Magari un paio, presi singolarmente. Ma come set non mi ha convinta: avrei voluto più varietà, in tutta franchezza, e delle tonalità più portabili. Invece, così, sono stata costretta a implementare il parco blush con altri acquisti. E in definitiva, dunque, il risparmio non c'è stato. Voi che ne dite? Li avete provati? Sono io che li ho presi leggermente in antipatia, oppure vi sembra che siano davvero poco naturali?

lunedì 25 giugno 2012

Elf, Zoeva e Neve: tre pennelli penna a confronto



Dopo tanto girare finalmente l'ho trovato. E' lui, il pennello penna perfetto. Per lo meno per me. Però, voglio tenervi un po' con il fiato sospeso, prima di dirvi chi si è aggiudicato il gradino più alto del podio. Quindi, analizziamo i tre che posseggo e arriviamo pian piano alla proclamazione. Il primo che ho acquistato è stato quello di Zoeva, contenuto nel Variety Set. 



Credevo fosse perfetto, anche perché ha le setole molto morbide e sufficientemente compatte, ma purtroppo non è lui la mia "scelta". Fermo restando che si tratta di un ottimo pennello, dopo averne testati altri mi rendo conto che, seppur utile, è forse troppo grosso per andare ad agire nella piega dell'occhio. Chi, come me, ha una palpebra di piccoli dimensioni, corre il rischio che il colore vada sì nella piega, ma anche che se ne sparga un po' dove non dovrebbe. E' inevitabile, forse. Dopo Zoeva è venuta la Elf. Il loro  eye crease brush non è male, se vogliamo dirla tutta. Certo, visto che costa un euro e 70 è consigliatissimo, trattandosi di un pennello valido. 



Ma ancora non ero soddisfatta, sentivo di non aver raggiunto la perfezione. Le setole non sono il massimo, ben lontane dalla morbidezza di quello di Zoeva. Ma insomma, paglia non è. Sono più rigide rispetto a quelle del precedente, ma qualche pilucchio - a distanza di un mese e mezzo dall'arriva del pacco - inizia a farsi una vita propria e ad andarsene per conto suo, separandosi dai "compagni". In ogni caso, è un pennellino ottimo per le emergenze e che comunque fa il suo lavoro, depositando l'ombretto dove deve senza dare troppi problemi. La perfezione l'ho trovata poco più di una settimana fa. Ne meditavo l'acquisto già da un po', e poi un giorno mi sono decisa a tentare questa terza strada. Ho preso l'eyebuki di Neve Make up, e me ne sono subito innamorata. Ero indecisa tra questo e il nuovo glossy smudge, ma avevo letto in giro sui blog delle mie colleghe che la differenza stava nella rigidità delle setole. Che era proprio il valore aggiunto che cercavo. Per questo la mia scelta, alla fine, è ricaduta sull'eyebuki.



Ne sono veramente soddisfattissima. E' compatto e morbidissimo, rigido al punto giusto. Cosicché fa praticamente tutto da solo: la facilità con cui fa avanti e indietro all'interno della piega è quasi impressionante. E la definizione che dà all'occhio trovo che non abbia uguali: la riga è netta e ben sfumata. Insomma, per me è il vincitore assoluto, ed è inutile fare troppi giri di parole. Quindi, qualora foste indecisi sul pennello penna da acquistare, il mio consiglio è di virare su di lui. Tra i tre è quello che costa un po' di più, ma il prezzo è inferiore rispetto a tutti gli altri della Neve Make up: viene 6.90, suppongo perché non lungo come i pennelli tradizionali, ma un po' più piccino. Tra l'altro, il manico rosato e un po' paffuto mi piace davvero tanto, perché si distingue dalla massa. Vi ho convinte? E per voi qual è il pennello penna con la doppia "P" maiuscola? 

giovedì 21 giugno 2012

Un tratto deciso e preciso? Con gli eyeliner Zoeva si può




Che i prodotti di Zoeva mi facciano impazzire ormai lo sapete già. E il set di eyeliner liquidi che custodisco gelosamente in uno dei miei cassetti non ha fatto che aumentare la stima che già nutrivo nei confronti di questa bella casa cosmetica. Sì, oggi voglio parlarvi di lui. Anzi, di loro. Questo set si compone di sette eyeliner: al momento lo trovate in vendita sul sito ufficiale al costo di 20 euro: 2 euro e 80 ciascuno, praticamente. Il prezzo, in stock, conviene un po' più di quello che invece è richiesto per i singoli prodotti: se doveste decidere di acquistare un solo colore, ad esempio, lo pagherete 3 euro e 80. Un ottimo prezzo comunque, soprattutto perché ritengo che sia un validissimo alleato per il nostro contorno occhi. Al perché, però, c'arriviamo piano piano. Ognuno di questi eyeliner contiene 3 ml di prodotto: il che equivale a dire che, per quanto mi riguarda, dureranno tantissimo, dal momento che non ne uso in quantità industriali. 



Ora lasciatemi parlare di queste sette belle nuances. Ve li mostro nell'ordine in cui li ho fotografati (pardon per lo swatch un po' sfocato, ma non ho con me la fotocamera oggi) da sinistra verso destra: il primo è Mediterraneo, un verde acqua che io trovo veramente divino; il secondo è The King and I, un intenso color prugna che sta da dio sia in abbinamento al viola che al rosa; poi c'è Sky High, che è indubbiamente il mio preferito, un blu notte bello carico; il quarto è Bourbon Street, un marrone bello scuro; il quinto è Tree Riffic, un verde oliva, per intenderci; il penultimo è Moonless Night, che ad una prima passata risulta di un normale grigio piombo, ma che caricato potrà tranquillamente essere sostituito ad un comune eyeliner nero; infine c'è Mirror Shine, che è l'unico che non mi fa impazzire, un bianco argento che non mi piace molto per contornare e definire l'occhio. 



Ma suppongo sia questione di gusti. Il pennellino è rigido ma non troppo: sufficientemente fino, in ogni caso, per garantire una linea sottile e decisa e farvi dimenticare gli spazi vuoti che molti eyeliner tendono a lasciare. Fermo restando che quando si parla di virgoletta all'angolo esterno resto proprio negata. Ne esco fuori quasi sempre sbilenca, che manco un righello mi ricondurrebbe sulla retta via. Quindi, il più delle volte ci rinuncio. A meno che non sia il mio giorno fortunato, ma capita piuttosto raramente. La durata è da oscar: state pur certe che, anche con una sola passata, il colore resterà lì senza muoversi inavvertitamente. In più, non sbavano. E questo è quanto. Io sicuramente ve li consiglio, anche perché ad un ottimo prezzo vi ritroverete a casa un set completo e molto versatile. Che ne pensate? Vi piacciono? Oppure avete già trovato l'eyeliner perfetto?

sabato 19 maggio 2012

Ciambella sta a matita come buco sta a scrivenza


Se è vero che non tutte le ciambelle escono col buco, è vero anche che non tutte le matite - nonostante in molti si arroghino il diritto di chiamarle così - scrivono. Prendete un condotto lacrimale che fa acqua da tutte le parti e provate a passarci su con una mina qualunque: non si colorerà neppure se passerete il resto della vostra giornata a fare destra sinistra e sinistra destra. Questa sono io, giornalista precaria, truccata e dalla lacrima facile. Non solo per carattere, ma proprio per anatomia. Eppure, qualche speranza mi è rimasta. Tanti anni e tanti soldi dopo, quando ormai mi ero arresa all'idea di una vita con la rima interna incolore, sono arrivate loro. Insieme ai pennelli dei quali vi ho parlato qualche post fa, ho acquistato anche il set di matite Graphic Eyes della Zoeva. Mi convinse la foto, che innanzitutto ne ritrae fedelmente l'intensità, e la mina chiaramente morbidissima e arrotondata, e non appuntita come quelle che avevo usato fino ad allora. Quando sono arrivate e l'ho testate, credo di aver pianto. Ma non perché mi facessero lacrimare ancor di più, bensì perché mi ero resa conto di aver finalmente trovato quello che avevo a lungo cercato. Scrivono così bene che ancora non mi pare vero: e durano senza sbavare (vanno via solo un po' nella prima parte, vicino all'angolo interno dell'occhio) per parecchie ore. Niente più "strisciate" sulle guance ed effetto panda: no, con loro il mio sguardo è ben definito e ho dichiarato guerra al mio difettoso condotto lacrimale. Ho vinto io, anzi, ha vinto il dottor (?) Zoeva. Ora lasciate che vi parli del mio preziosissimo set di mine che difenderò con le unghie e con i denti finché morte non ci separi. Le matite che lo compongono sono sette. I nomi sono tutto un programma e mi mandano un po' in confusione, ma sono simpatici: Nightwalker quella blu scuro, Nyx quella nera, Hypnotic quella viola, Funky Soul quella dorata-aranciata, Paradise quella verde bosco, Jungle Passion quella verde chiaro, e Lucky Penny quella marrone.


Le adoro tutte, un po' meno quella simil-dorata, ma più che altro perché il colore non mi sta molto bene. E se sono ottime per la rima interna dell'occhio, devo dire che sono fantastiche anche se usate come eyeliner, temperandole fino a levigare la rotondità della mina, e come ombretto sfumato. Sono intense, che più intense non si può. E giuro che non le lascio più! Stamattina, in uno shopping compulsivo all'Oviesse, mi sono buttata sulle tonalità di mine automatiche che mi mancavano: le proverò e vi farò sapere. Ora, nella vita, mi resta solo un altro arcano da svelare. Non ho ancora trovato la matita bianca perfetta: quella per creare il punto luce e da applicare anche dentro per illuminare lo sguardo. Su quello che ho testate posso dire solo no comment. Sapreste consigliarmene una? Ciao raga!

lunedì 14 maggio 2012

Ma dove vai se i pennelli non ce li hai?

Diciamocelo: la mano ci vuole, e i trucchi validi pure. Ma che ne sarebbe di noi beauty addict se non ci fossero i pennelli? Inutile negarlo, che usando le dita non otterremmo gli stessi effetti. Ecco perché penso che un bel set di brush, mini o maxi che sia, non manchi più nei beauty case di chi non cerca più solo l'essenziale. Io ho iniziato, qualche tempo fa, acquistandone tre da Sephora. Quelli che ritenevo essenziali: uno per stendere l'ombretto, il n° 26, uno per sfumare, il 14, e quello angolato per l'eyeliner, il n° 15. Sono passati tre anni o poco più da quando ce li ho, ma devo dire che sono ancora praticamente perfetti. Anche se, quando sono arrivati "LORO", un po' li ho traditi. Vi spiego. Parecchi mesi fa decisi che volevo un set intero. Pensai che acquistarli tutti, singolarmente, sarebbe costato troppo, dal momento che il prezzo minimo di ognuno è di dieci euro. Facendo un giro sul web, quelli più consigliati mi parsero quelli della Zoeva. Et voilà: nel giro di una settimana il mio bel pacco (pieno di altre cose che vi farò vedere in altri post) era già arrivato. Nell'ordinarlo mi feci prendere un po' la mano, per quanto assolutamente non me ne penta: scelsi il Variety, il più completo. Contiene 40 pennelli di tutti i tipi ed è costato 65 euro: sembra molto, è vero, ma se moltiplicate 40 per 10 (quanto costerebbero singolarmente) ecco qui che la spesa mi pare giustificata. Soprattutto perché, quando mi trucco, mi rendo conto che non ce n'è uno che mi manchi: ed è fantastico! Io li trovo veramente ottimi. L'elegante "borsetta" nera di pelle che li contiene vale già parte del costo: e aprendola, personalmente, ho sbarrato gli occhi. Pennelli per ombretti di tutte le dimensioni, per sfumature, piatti, arrotondati, per correttori, per polveri minerali, per blush e per fondotinta. Ce ne sono due, in particolare, dei quali non potrei più fare a meno: uno grande, angolato, che utilizzo per le sfumature. Un attimo e l'effetto che desidero è garantito. E poi c'è il mitico pennello penna, come lo chiama l'altrettanto mitica Clio. Unici, insomma. Sono pochi quelli che non utilizzo e che, quindi, ho lasciato nella borsettina: sicura, in ogni caso, che un giorno mi serviranno. Tutti gli altri stanno in un bicchiere da collezione della Coca-Cola, e ogni due o tre giorni fanno il bagnetto insieme con uno shampoo delicato per bambini: altrimenti, tra un utilizzo e l'altro li pulisco con l'apposito spray per pennelli. O quello della Sephora (forse migliore, ma un po' caro), o quello di Kiko, fantastico per il rapporto qualità prezzo. Penso che sia tutto. Si è capito che straconsiglio i pennelli della Zoeva? E beccatevi pure il link del set che ho scelto (straniero, ma in qualche modo ci si raccapezza): https://www.zoeva-shop.de/en/brushes/variety-set/_py_/a-123680/ Ciao ragazze!
La meravigliosa borsetta di pelle della Zoeva
I pennelli che uso tutti i giorni
Il pennellone angolato per sfumature
Quelli che "conservo" perché meno usati
Il pennello penna (pardon se è sporco, sono stata pigra ^.^)