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lunedì 9 luglio 2012

Un po' di mare a casa tua? Con Ahava si può!


Forse sarò pazza. O magari visionaria. Ma nei prodotti che sto per presentarvi io l'odore del mare lo sento per davvero. Premessa: non è una review. In questo post mi limiterò a riportarvi le mie prime impressioni relative al minikit per il corpo che mi è stato inviato da Ahava a scopo valutativo. Il My skin reborn che ho ricevuto conteneva tre campioncini monodose da 4 ml ciascuno: una crema per i piedi, una per le mani e una per il corpo.


Tutti rigorosamente minerali. Già, perché questi prodotti hanno alla base un elemento d'eccezione: l'acqua e, quindi, i minerali del Mar Morto. Più l'Osmoter, a quanto pare utile ai fini di una perfetta idratazione. Più naturali di così, insomma, probabilmente non si potrebbe. Altra nota di merito: nessuna di queste creme contiene parabeni o ingredienti aggressivi. Sono testati contro le allergie e, per la gioia di tutte noi, nessun animaletto viene disturbato per testarne l'efficacia. Alleluia! Ora v'illustro velocemente i samples monodose che ho avuto modo di provare. Partiamo dalla Mineral Foot Cream: l'odore è delicatissimo, e ricorda vagamente quello del talco.



Non un po' "pungente", quindi, come le creme di questo tipo che ho provato negli anni. Non è neanche troppo liquida e si assorbe in un attimo. Quell'unica volta che l'ho applicata ho avuto la sensazione che il piede fosse morbidissimo. Il kit My Skin Reborn contiene, poi, una Mineral Body Lotion.



Anche in questo caso il campioncino - grazioso, a forma di piccolo flacone - è bastato per una sola applicazione. Quindi non posso che limitarmi a dire che l'odore è incredibile. Qui ho avuto davvero la sensazione di annusare il meraviglioso profumo del mio amato mare. E' una fragranza fresca, leggera, stra-estiva. E al tempo stesso molto naturale, per nulla artefatta e dunque piacevolissima. Sono rimasta sorpresa dalla lozione per corpo perché la consistenza - non è fluida, ma un tantino densa - mi aveva fatta pensare che la stesura non sarebbe stata semplicissima: e invece, nonostante questa caratteristica, ho notato con piacere che si assorbe in un istante. Infine, ho testato la mineral handcream.



Come le sue sorelle, spalmarla è un gioco da ragazzi. Cosa che in una crema per le mani reputo fondamentale. Non unge, non le fa sudare e non lascia palmo e dita scivolose e umidicce. Anzi, si asciuga quasi immediatamente. E l'odore, invece, continua a persistere e ad inebriarti. Questo samples, servendo per le mani meno crema che per il corpo, è stato sufficiente per quattro applicazioni. Non è una review, ovviamente, come vi anticipavo prima. E' chiaro che io non abbia potuto testarne gli effetti nel tempo. Quindi, posso limitarmi esclusivamente a consigliare questi prodotti a chi, come me, ama l'odore del mare. A chi è alla ricerca di una crema semplice e veloce da applicare e dalla fragranza leggera e piacevole ma naturalissima. E voi? Conoscevate Ahava? Avete mai provato qualche prodotto? Se non siete ancora andati a curiosare, questo è il loro sito. E vi dirò, la loro linea di make up mi fa veramente gola! Date un'occhiata a quei fondotinta a base di alghe!

domenica 8 luglio 2012

Protette, profumate e abbronzate con crema e olio Hawaiian Tropic

 
Non ho la carnagione chiara. Sono vagamente mediterranea. O forse è solo una mia invenzione e in realtà sono invece nordica. Non lo so più. Fatto sta che scottarmi, nonostante il mio colore naturale sia già un tantino scuretto, è la prassi. È un rito che puntualmente mi fa compagnia ogni estate. Ma non questa. Stavolta l'ho scampata. E io lo so chi devo ringraziare. Semplice, solo e unicamente loro: i prodotti Hawaiian Tropic. In passato, a dir la verità, li ho sempre un po' snobbati. Ingenuamente, credevo fosse inutile spendere tanto - relativamente - per dei solari quando ce n'erano altri a buon mercato. Ora che li ho provati per bene, peró, devo ammettere che comprendo la differenza di prezzo e, soprattutto, la giustifico. Partiamo dalle origini. Mi sono avvicinata a questo brand grazie a Cosmopolitan: per puro caso, l'edicolante mi vendette una copia con una mini size in omaggio. Si trattava della crema protettiva, la Silk Hydration. 
 
 
 Ho subito pensato che il fattore di protezione che mi era toccato in sorte, il 15, fosse un po' bassino. Ma ho voluto darle una chance e, col senno di poi, non posso che esserne felice. L'ho portato con me già in occasione della prima allegra scampagnata al mare, all'incirca un mese fa. Subito mi sono resa conto di quanto l'odore fosse gradevole. Ben lontano da quello delle altre creme. Che non voglio dire che puzzino, anzi. Ma insomma, ormai si somigliano un po' tutte e hanno il caratteristico odore di un solare. Questo invece no: è dolciastro, profumato ma non eccessivamente. Tanto che mi piacerebbe un sacco trovare una crema corpo che ne rilasci uno simile. La consistenza, poi, ha contribuito in maniera notevole a farmi apprezzare quella mini - mica tanto, ancora il flaconcino è bello pieno - size. È leggerissima, molto fresca e fluida. E, udite udite, si spalma con una facilità che mi ha lasciata estasiata. Non sprecherete più minuti preziosi sotto l'ombrellone per ricoprirvi di un antiestetico strato bianco. Pochi secondi e sarete pronte per tuffi e gavettoni, altro che mascheroni di cera. Che per me, una tipa che appena mette piede sulla sabbia non vede l'ora di calarsi, è una manna dal cielo. Insomma, impareggiabile. Una crema che già solo per tutte queste caratteristiche meriterebbe un bel dieci. Ma c'è pure la lode. Sì, perchè protegge. Eccome se protegge. Per la prima volta in vita mia, pur avendo quel giorno passato 7 ore sotto al sole, non mi sono scottata. Solo un po', ma proprio vagamente, arrossata. Ma di ritorno a casa ero già tornata alla normalità. Fresca, raggiante e con quel po' di colorito che tanto desideravo per metter via fondotinta liquidi e via dicendo. Sì, perchè la tintarella mi fa sembrare un'altra: i brufoli si vedono di meno e le cicatrici pure, quindi sto decisamente meglio con me stessa. Se poteste guardarmi ora, vedreste come sono "nera". Merito del solleone, di Caronte e di Minosse? Non solo. Nella mia battaglia anti-viso brufoloso e imperfetto ho trovato un altro non valido, ma validissimo, alleato. Anch'esso, ovviamente, targato Hawaiian Tropic. Non ho avuto dubbi quando mi sono recata in profumeria alla ricerca di un olio abbronzante ma che, al tempo stesso, proteggesse la mia pelle. Sarà pure costato 13 euro. Ma i meglio spesi, in tema di solari and co., in vita mia. 
 
 
È un olio in spray, e in quanto tale comodissimo: non si corre tra l'altro il rischio che accidentalmente si apra e vi unga tutta la borsa da mare o che so io. Per paura che, trattandosi di un prodotto studiato per incrementare l'abbronzatura, potessi bruciarmi e anche violentemente, ho optato per il fattore di protezione 30. E che ve lo dico a fare? Io lo trovo sublime. Anche qui la profumazione è gradevole: contiene una punta di cocco, che io solitamente odio, ma che mixata con l'aloe vera tende ad ammortizzarlo. Si spalma alla stragrande e non unge di sicuro quanto gli oli che ho finora provato. Non si corre il pericolo, insomma, di ritrovarsi la sabbia attaccata ovunque. La tintarella? Impareggiabile. Non ho mai avuto un aspetto così deliziosamente dorato. E senza bruciarmi, poi!  Vado al mare almeno due volte a settimana, e continuo ad usarla fedelmente. Ogni volta, puntuale, intensifica il colore che ho ormai preso. Allora, che aspettate? Spero di aver dato qualche buona dritta a chi magari, ancora, non ha messo piede sulla spiaggia. Godetevi il mare e... Proteggetevi!

sabato 7 luglio 2012

Il mio arcobaleno ha 19 colori... quelli degli smalti Kiko



Mi capita spesso, ultimamente, di fare delle lunghe passeggiate a tarda sera. Quando la città è silenziosa e il venticello è talmente piacevole da farti passare la voglia di andare a nanna. E allora cammino lungo l'isola pedonale della mia città. Senza mai, e dico mai, privarmi di uno dei miei "riti" preferiti. Fermarmi davanti la vetrina di Kiko e ammirare. Non sono malata di questo brand, lo premetto. C'è però una cosa, in particolare, che mi rapisce. L'espositore dei loro smalti. Che, secondo me, non ha eguali. Mi mette tanta allegria. Non è un arcobaleno, è molto di più. E ogni volta che entro in negozio di giorno, è difficile che ne esca senza averne comprato uno nuovo. Quasi come se volessi riprodurre quell'espositore da sogno in camera mia. Ne ho diciannove. Forse un po' tantini, per una cristiana che di mestiere non fa l'estetista ma la giornalista. Ma io che ci posso fare? E' più forte di me. Non so resistergli - né a loro né agli smalti in generale - e c'è comunque da dire che cambio colore alle unghie in continuazione. Anche una volta al giorno, se ho  il tempo di farlo. Quindi ho pensato di mostrarveli un po' tutti, magari per dare una mano a chi cerca un colore in particolare. Una sorta di mini-guida agli swatches degli smalti di Kiko, insomma. Essendo così tanti, è chiaro che non posso farveli vedere sull'unghia. Ci vorrebbero settimane e settimane, altrimenti. Per comodità, li suddividerò in delle macrocategorie di colori: rosa, rossi e arancioni, blu, verdi e via dicendo. Ora, guardatevi attorno, nella home. Indovinate qual è il mio colore preferito e da dove, dunque, partiremo? :) Su, via con la gamma dei rosa!



Partiamo da sinistra. Quel bel color prugna metal, che vedete fa parte della linea Magnetic nail lacquer, numero 703. Quelli, per intenderci, che servirebbero come base al magnete per creare l'effetto striato. Aggeggino che comprai, ma che trovo un po' complicato. Nel senso che l'effetto riesce su un'unghia, ma difficilmente su tutte e dieci. Soprattutto perché non ho molta pazienza. Resta il fatto che, magnetico o meno, questo smalto è splendido da usare anche da solo. Il secondo che vedete - o, meglio, che vedete poco, è un color perla ametista, numero 261. Non uno smalto vero e proprio, ma una sorta di top coat da applicare sopra uno smalto opaco per avere qualche glitterino. Di suo, altrimenti, sarebbe completamente trasparente, per quanto la boccettina sembri rosa. A me piace tanto e non è difficile da levare. Il terzo è un fucsia carico carico, numero 312: uno dei miei preferiti in assoluto. Apprezzo molto il fatto che sia sufficiente una sola passata: è molto brillante e non lascia vuoti. Il quarto, numero 314 è un bel color ciclamino. Qui un secondo strato, come accade nel caso di quasi tutti gli smalti un po' più chiari, è necessario affinché la stesura risulti uniforme e non a chiazze. Il quinto della gamma, il numero 210, è un rosa baby trasparente, fatto apposta per il french manicure. Non mi piace molto, l'effetto nude è un po' difficile da ottenere. E anche se passo e ripasso il pennellino, non riesco mai a rendere lo strato uniforme. Col risultato che a furia di aggiungere prodotto, quasi sempre rovino tutto e finisco col levarlo e scegliere un altro colore. 




Passiamo all'allegra combriccola dei verdi. Quello a sinistra l'ho comprato oggi, nel primo giorno dei saldi. E' il numero 297 ed è un bel verde mela. L'ho già applicato e mi è spiaciuto constatare che è un po' liquido e che quindi il secondo strato è obbligatorio. Cosa che non accade con il secondo, il 343, verde primavera. Il colore è pieno e una sola passata basta e avanza! Bello anche il terzo, che non erro (correggetemi se sbaglio) fa parte di un'edizione limitata uscita lo scorso Natale, la Hologram. Questo è il 352 ed è un verde acqua con dei riflessini dorati. Bello, molto bello. La seconda passata qui è consigliata per intensificare l'effetto. 



Questi tre colori mi piacciono molto. E tutti e tre sono decisi sin dalla prima passata. Nulla da ridire, quindi. Il primo da sinistra è il 235, un arancione non opaco, bensì con dei riflessi dorati. Lo adoro. Il secondo è un rosso porpora molto particolare, è il 286. Il terzo, che per me è il rosso per eccellenza, è il 236.



Ora viriamo sui blu. Il primo da sinistra è della stessa tipologia di quello rosa glitterato. E' il 298, ed è sempre trasparente con dei glitterini sull'azzurro da usare come top coat. Anche questo è molto bello, non pacchiano ma abbastanza discreto nonostante l'effetto finale sia molto particolare. Il secondo, il 336, è perfetto per chi non vuole passare inosservato. Un blu elettrico, ma elettrico come pochi ne ho visti. Una passata è sufficiente. L'esatto contrario del 340, quest'azzurro cielo che invece, essendo piuttosto liquido, ha bisogno di un po' più di pazienza. 



Questi colori non c'entrano niente l'un con l'altro, e li ho accoppiati proprio perché non riuscivo a collocarli in una categoria definita. A sinistra, potete vedere il 327, questo grigio granite molto intenso. Sapete per sdrammatizzare l'effetto - che altrimenti sarebbe troppo cupo per i miei gusti - cosa uso? Di sopra ci piazzo quel bel top coat azzurrino glitterato di cui vi ho parlato sopra. E l'effetto mi piace davvero un sacco! A destra c'è invece questa specie di color caffè dall'effetto vagamente nude ma un po' riflessato. Leggermente anonimo, se vogliamo. Ma ogni tanto, d'inverno, ci sta. Fa la sua figura. 


Ho pensato che fosse un po' inutile swatcharvi questi tre, essendo bianchi. Avrei dovuto mostrarveli sull'unghia, tutt'al più. In ogni caso, quello da sinistra lo odio. E' un bianco che più bianco non si può, sempre per il french: è il 101. Ma i vuoti restano anche se si ha la costanza di star lì a ritoccarlo e a ripassarlo per mezz'ora di fila. Infatti è quasi del tutto intatto. Via! Il secondo, il 270, è carinissimo. Anche lui viaggia in coppia, nel senso che dev'essere applicato su una base opaca nel caso in cui si abbia voglia di un po' paiellettes multicolor sull'unghia. E' un po' difficile da levare, ma mai quanto i top coat della Essence. Bisogna solo sfregare un tantino di più. L'ultimo è un bianco perlato, il 214. Lo uso raramente perché da un annetto mi sono data ai colori pazzi e mi sentirei nuda, con solo un bianco! Troppo liquido, bisogna ripassare. Ma l'effetto non è male. Ok, ragazze, a quanto pare ce l'ho fatta. Un mea culpa è però d'obbligo: mi rendo conto che le foto non sono il massimo, soprattutto quelle degli swatches. Purtroppo con la fotocamera non ci so fare ancora molto, ma mi sto impegnando per migliorare e per fare in modo che gli scatti possano esservi sempre più d'aiuto. Quindi, spero che per stavolta mi perdonerete. E voi? Quali smalti Kiko avete? Vi ha colpito qualcuno di questi?

venerdì 6 luglio 2012

Meno cinque alla mineral week di Neve Make Up!


 Udite udite. Dopo la promo sui fondotinta minerali - della quale ho ovviamente approfittato - scocca l'ora di tutti i prodotti minerali. Sono lieta di annunciarvi che da mercoledì 11 luglio a martedì 17, Neve Make Up proporrà i suoi meravigliosi prodotti a prezzi scontati! Io attendo con ansia questa Mineral Week, pensata per "festeggiare" la giornata nazionale del mineral make up. Una ricorrenza che, puntuale, per la gioia di tutte noi, torna ogni anno ad allietare questa estate! Cosa comprerete? Io farò scorta degli ombretti mancanti... Questa promo non me la faccio di certo sfuggire!

I primi sei mesi del 2012... e quegli acquisti da dimenticare


Mi sono svegliata con una missione. Mettere a posto in camera. Cosa che ovviamente non ho fatto. Ho però finito col fare comunque qualcosa di utile. Liberarmi dalle cianfrusaglie, o per lo meno metterle da parte separandole dalla RCV (roba che vale). E quindi m'è venuta l'idea di scrivere un bel post sui flop. I miei flop. Gli acquisti più sgarrati degli ultimi sei mesi. Di un paio ve ne ho già parlato, ma non posso esimermi dall'inserirli nella top ten. No, non posso proprio essere così clemente. Per farvi meglio intendere il grado d'inutilità e/o di risultato deludente di questi prodotti (stavolta mi concento su make up e unghie, la prossima volta mi riprometto di stilare una classifica di prodotti per il corpo e per i capelli) ve li mostrerò dall'ultimo classificato - quindi, in teoria, meno scarso degli altri - al primo, il re dell'inutilità. Sì, avete capito bene. Oggi sarò un po' cattiva, ma quando ce vò vò. Ed è ovvio che, quando si parla risultati non conformi alle aspettative, si tratti di un'opinione molto soggettiva (non sempre, ma quasi). Quindi, magari, se voi avete nel beauty case qualcuno di questi prodotti e vi ci trovate bene, non offendetevi. Fermo restando che tutto quello che sto per illustrarvi io lo butterei a mare. Dai, cominciamo.


Decima posizione: Sì, lo so che sembra blasfemo inserire in una top ten così poco carina la maison Dior. Ma io che ci posso fare se questo fondotinta Forever lo odio? Tra quelli che ho provato - e credetemi, c'ho in casa se non un intero reparto di fondo, ma quasi - penso che sia quello che mi renda più finta. Avete presente l'effetto cerone? Ecco, su di me si comporta così. Dura, ha il fattore di protezione solare, è coprente, opacizza, quello che vuoi. Ma ditemi un po', a chi piace, al giorno d'oggi, andarsene in giro con un viso palesemente innaturale? A me no. Quindi, ciao ciao Diorskin Forever. Tutt'al più, giusto perché mi spiace buttare 30 euro, ti mischio con qualche altro colore. Ma solo perché di cognome fai Dior e snobbarti sarebbe (forse) blasfemo.


Nona posizione: Questo smaltino Deborah, della linea Pret a porter, sembrava pacchiano, ma pure carino. E siccome era in offerta a due euro e qualche spicciolo, il mio lato tamarro aveva per un attimo prevalso. Ma quando l'ho applicato, per il mio lato chic è stato troppo. Gli è preso un coccolone. E non perché l'effetto sia pacchiano come avevo pensato in partenza. Ma perché il colore è davvero orrendo. Dalla boccettina sembra molto più carino. Belli i glitter, ma insignificante la base, di un bordeaux sbiadito per niente vivo. E quindi, pure se l'ho trovato strafacile da applicare, lo butto giù dalla torre. Ciao ciao, piccolo.


Ottava posizione: Un altro smalto. Questo, anche se è più grande, è il fratello minore di quello precedente, perché è marchiato Debby. Cercavo uno smalto marrone da un'eternità. In un raid punitivo ho trovato lui, il numero 41 della linea Color Play, e sembrava proprio intenso ma riflessato come lo volevo. Sì, come no. E mi ricordo di non averlo neanche pagato poi così poco. Vorrei risparmiarvi la descrizione di come appare il colore sulle unghie. Ma una blogger deve sempre dire la verità. Quindi, guardate la pupù del vostro cane (o gatto, o armadillo, quello che c'avete, insomma) e capirete perché questo smalto è da lasciare sull'espositore. 


Settima posizione: Nel periodo in cui ero andata in fissa per lo smalto morrone, volevo ovviamente un ombretto che ci si potesse abbinare. Questo mono hi tech di Deborah (ok, abbiamo capito qual è il brand che, ahinoi, domina questa classifica) sembrava corrispondere al mio desiderio. E non è brutto, anzi. Scrive pure benissimo, a differenza di altri. Ma è troppo sbrilluccicoso e non dura. E una volta sulla palpebra, più che dorato sembra di un giallino-rossiccio (sembra un colore inesistente, ma fidatevi che è proprio così) un po' smorto. Si può usare, volendo. Ma non come avrei voluto, e non da solo. Ha bisogno di un amico accanto che lo ravvivi. 


Sesta posizione: Mi ero proprio fissata, l'avrete capito. Per completare l'abbinamento di cui sopra ci voleva pure un bell'ombretto marrone, opaco e resistente. Stavolta ne scelsi uno Rimmel, perché odiavo la gamma dei marroni presenti nelle mie due palette. Se sul dito sembrava interessante, riflessato e trasparente, dunque lontano dall'effetto pugno in un occhio, sulla palpebra è un mezzo disastro. Non scrive, e anche se sto lì a ripassare il colore non rende: è anonimo, non intensifica e... s'infila su e giù lungo la palpebra che è una meraviglia. Di starsene al suo posto non ci pensa proprio. 


Quinta posizione: Di lui vi avevo già parlato, quindi mi soffermerò poco. A metà classifica troviamo quel famoso smaltino della HeM. Sì, quel lime che è davvero lime, tanto è acido. Continuo a trovarlo orrendo. Potrei utilizzarlo, tutt'al più, per farci un pallino - ma che sia ino ino ino - in una qualche nail art. Giusto per farlo passare tanto prematuramente a miglior vita. 

Quarta posizione: Non l'ho messa in pole position perché, seppur gli effetti collaterali, faceva più o meno il suo lavoro. Non ho neanche la foto perché; in un raptus di rabbia - non lo faccio mai - l'ho buttata dritta nella spazzatura. Ma tanto la Bb cream di Garnier la conoscete tutti. Assolutamente inadatta alle pelli grasse, tant'è che ora ne hanno ideato una versione apposita, mi ha distrutto la pelle in meno di una settimana, regalandomi bubboni e brufoletti sottopelle. Di coprire copriva e l'effetto non era neanche male. Ma meglio pensarci un po' su prima di metterla: se dopo una settimana devi sborsarne 80 in prodotti riparatori di farmacia, meglio lasciarla dov'è. 


Terza posizione: E' verde, è liquido. Sulla confezione c'è scritto pure correttore, o meglio, natural concealer. Ma bisogna vedere che cosa dovrebbe correggere, questo prodotto di Kiko. Perché di certo i rossori non li attenua, né tanto meno maschera un po' i brufoletti. Per farla breve, serve a poco... ma giusto per non dire nulla. Risparmiatevi qualche spicciolo.


Seconda posizione: Le avevo dedicato un post esclusivo, tanto mi aveva fatto sch... ehm, mi aveva delusa. La spugnetta a forma di uovo della Sephora questo secondo posto se lo merita tutto. Non stende, non fa niente. Chissà se provo a farla bollire un po'. Tanto pure che sono a dieta un ovetto a settimana me lo posso pappare.


Prima posizione: And the winner is... Una matita doppia. O meglio, un ignobile duo di eyeliner della Nyc. In due parole vi spiegherò perché si è aggiudicato questo triste primato. Il concetto è semplice. Prendete una delle due punte a scelta tra la nera e la bianca. Appoggiatela sul vostro occhio e tracciate una linea sottile. Non vedete niente? Tranquille, è tutto nella norma. Non è strano che non scriva. Ora, prendete l'altra punta e riprovate. Un altro flop? Esatto, allora è proprio così. vi giuro, delle mine meno scriventi di queste io non le avevo mai trovate in vita mai. Scrivacchiano sulla mano, ma sulla palpebra si rifiutano proprio. E allora, in tutta franchezza... che me ne faccio se è così inutile? 

Ok, per oggi abbiamo finito. Ho sfogato un po' di sincera cattiveria e mi sento meglio per aver condiviso con voi quest'inutile spreco di denaro. Ora, ditemi un po': avete provato qualcosa dei prodotti che vi ho elencati? Li pestereste violentemente sotto i piedi anche voi?