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martedì 24 luglio 2012

Brilla e luccica con gli smalti Lasting Color e Holographic di Pupa


Uno è perfetto per prendere il tè con la regina. L'altro per chi non ha voglia di passare inosservato. Gli ultimi due, invece, per "brillare", ma con classe. E senza mai sembrare esageratamente appariscenti. Et voilà, eccovi servita la mia minicollezione di smalti Pupa. Due dei quali appartenenti alla linea Lasting Color, gli altri alla gamma degli Holographic Nail Polish. Una premessa: li adoro tutti e quattro. Ma spararvela così sarebbe troppo semplice, vero? Ecco perché, come d'altronde faccio in ogni post, tenterò di argomentare l'amore che nutro nei confronti di ciascuno di questi quattro prodotti. Quindi, iniziamo. Il primo di cui vi parlerò è il 106 Lasting Color. Per gli amici, Ultra Pearly Beige. Le foto le ho realizzate sia con che senza il flash, nel tentativo - forse un po' maldestro, sta a voi giudicare - di mostrarvi l'effetto di questo smalto.



E' una tonalità un po' difficile da definire. Io - non so, magari mi sbaglio - lo chiamerei champagne. Come potete notare, il finish è perlato. Il 106 è uno smalto molto delicato, perfetto per un look nude. Fa molto bon ton, ed è per questo che ironizzando lo consigliavo per prendere il tè con la regina. In ogni caso, lo reputo un colore ottimo da indossare in quelle occasioni in cui l'estro va lasciato a casa e bisogna portare con sé un minimo di discrezione. Senza però rinunciare a quel tocco chic. Chi ha avuto modo di leggere i miei vecchi post sa che non amo molto i colori nude, ma con lui faccio un'eccezione, perché non è un rosa o un color carne di quelli opachi e un po' smorti: è una tonalità molto "leggera", sì, ma in ogni caso particolare e molto brillante. Ottima durata, l'ho tenuto su quattro giorni - il tempo di sopportazione massimo che ho adottato anche nel testare gli altri tre smalti prima che il bisogno fisico e mentale di cambiare mi divorasse - e non si è neanche mai scheggiato. L'applicatore, come quello di tutti gli altri smalti Pupa, all'inizio mi aveva fatto paura. Sembrava troppo piccolo e avevo dunque pensato che per una stesura ottimale avrei impiegato un sacco di tempo. Invece no, perché pur piccino si apre perfettamente a ventaglio riversando il prodotto su quasi metà dell'unghia. Altra osservazione che vale per tutti e quattro: gli smatches che vedrete sono tutti frutto di un'unica passata. Non è mia abitudine stratificare gli smalti, dal momento che sono così irrequieta da non tollerare più di 3 o 4 minuti di posa. Passo e ripasso solo nel caso in cui gli smalti lo richiedano perché troppo liquidi o eccessivamente tenui. Ma con questi di Pupa non ho problemi: alla prima stesura mi danno la coprenza, non esagerata ma neanche bassa, che cerco e gradisco. Quindi, di conseguenza, con una sola passata, asciugano piuttosto rapidamente. Passiamo ora al 715 Lasting Color, altrimenti detto Ocean Blue. Questo lo scelsi lo scorso inverno in occasione di una promozione Pupa4Fan: se ne poteva scegliere uno presentando in profumeria un coupon che comprovava il "mi piace" alla pagina Facebook del brand. Non ebbi dubbi nella scelta di quale ricevere in omaggio, perché un colore simile e tanto intenso non penso di averlo mai visto in nessuno stand di nessuna marca. 



In questo caso, la foto col flash, cioè la seconda, è quella più veritiera. Rende perfettamente l'idea di quanto questo smalto sia delizioso. Io lo chiamo jeans, anche e soprattutto perché mi piace abbinarlo a un look casual che, per l'appunto, implichi un bel jeans. E' coprentissimo, quindi in questo caso la seconda passata sarebbe ancor più "superflua". Non è perlato né ha glitterini. E' completamente matt e privo di riflessi. Splendido, davvero. Ora tocca agli Holographic Nail Polish. Partiamo dunque dallo 032, Emerald Green. 



Ignorate la foto col flash, poiché lo altera. In realtà questo smalto è esattamente come appare nello scatto fatto con la luce naturale. Non è per nulla eccessivo come appare nella seconda foto. E' un delicato verde acqua, olografico nel senso che contiene dei riflessi multicolor che gli conferiscono un effetto glitterato sì, ma non troppo. Anche in questo caso, passata unica. Ah, nota a margine: i glitterini, contrariamente a come si potrebbe pensare, non ostacolano la rimozione della vernice dalle unghie. Inconveniente che, al contrario, ho riscontrato nel caso di altri smalti dall'effetto simile. E invece, il pericolo è scongiurato. Infine, c'è lo 035 Holographic Violet. Un lilla viola molto particolare, anch'esso riflessato e con delle particelle glitterate. 



Una sola passata e la coprenza è assicurata. Lo scatto che gli rende giustizia è, anche in questo caso, il primo. Direi che il secondo rende più che altro l'idea di come appaiono, ma in forma decisamente più delicata, i glitterini sotto al sole. Bello, molto molto bello. E con gli swatches e le review abbiamo finito. Passiamo al prezzo: tre di questi, blu escluso, dunque, li ho acquistando usufruendo del 3 x 2 che penso sia ancora in atto nelle profumerie italiane. Pagandone due, cioè, ne scegli uno e te lo porti a casa gratis. Che come promozione non è niente male. Se c'è una cosa che apprezzo degli smalti Pupa è la quantità di prodotto contenuto nelle boccettine: vale a dire, 5 ml. Che penso sia lo dose perfetta, soprattutto per chi come me ama cambiare smalto in continuazione. Inutili quelle boccette che non si consumerebbero neanche in tre anni, tipo quelle Kiko che contengono 11 ml. A un certo punto, tanto, anche perché scadono, finirebbero nella pattumiera. Quindi, voto sì a questo quantitativo ristretto, ma neanche tanto, di prodotto. Ora, il prezzo: diciamo che alla fine dipende dalle profumerie, ma più o meno gli smalti costano 5 euro e 90. Un buon compromesso, vista la qualità. Dieci e lode, infine, al packaging: mi piacciono tantissimo il "tappo" cromato con il logo Pupa in una cornice rossa e il flaconcino "arrotondato". E voi? Avete provato qualche smalto Pupa? Vi son piaciuti? 

venerdì 20 luglio 2012

Secondo test di resistenza: Virgilio non salva proprio tutti...


Stavolta sono stata più clemente. Se al primo test di resistenza di gradi ce n'erano quarantatré, al secondo, mercoledì, ce n'erano SOLO 37. Capirete dunque che, abituata ai bollori degli inferi, quel giorno mi faceva quasi freddo. Ironia a parte, oggi v'illustro i risultati di questa seconda prova. E come l'altra volta, inizio con l'elencarvi i prodotti che avevo indosso, per poi svelarvi quali hanno resistito al caldo calabro-africano e quali, invece, si sono rivelati una chiavica (leggi bene, poco adatti al clima) senza che neanche il buon anticiclone Virgilio potesse trarli in salvo. Partiamo dagli occhi: pigmenti verde e giallo di Jc Nadia Paris (in questo post la mia disavventura con questa pessima casa cosmetica, il cui altrettanto pessimo servizio clienti non ha mai avuto né il garbo né il coraggio di rispondere alle mie emai) su palpebra mobile e piega. Matita Graphic Eyes di Zoeva color oro, la Funky Soul, usata sia sopra che sotto. Pastello Bosco di Neve Cosmetics nella rima interna. Mascara Vamp di Pupa in abbondanza. 



Quanto alle labbra, due strati di rossetto aranciato, il numero 79 di Kiko. Sul viso avevo utilizzato il primer Murad come base e la solita spolverata del fondotinta minerale di Neve Cosmetics. Più un tocco dell'Eye Lift Perfector che sto testando grazie alla collaborazione con Tuttestetica. 



Ed ecco com'è andata. Dopo un'ora che ero fuori sono stata costretta a cercare uno specchio e a strofinare il mio malcapitato indice lungo tutta la palpebra. Sì, perché quei maledettissimi pigmenti, nonostante li avessi ovviamente fissati con un primer, si erano liquefatti e l'occhio mi bruciava da morire. E l'effetto crosticina, tra l'altro non è che mi faccia impazzire. Soprattutto se per truccarti c'hai messo quella mezz'oretta buona. Quindi, per pareggiare i conti, avendo dimenticato a casa il kit per i ritocchi d'emergenza, ho preferito levare il colore dalla palpebra. La matita di Zoeva per fortuna non s'è mossa, così almeno mi era rimasto un tocco di luce. Le ciglia, ben separate e scurite col mio mitico Vamp di Pupa, non si sono lasciate minimamente intaccare dal pastrocchio che si stava verificando appena un piano più in alto. Il pastello di Neve ha resistito un po' di più dei pigmenti, ma dopo un paio d'ore ho dovuto ritoccarlo perché le lacrime dovute alla caduta libera dei pigmenti di Jc Nadia Paris hanno fatto naufragare anche quel bel verde applicato sulla rima interna. Bocca? Un disastro. Penso che il rossetto di Kiko mi abbia abbandonata già mezz'ora dopo essere salita in macchina. Quanto alla base, nulla da segnalare. Stava tutto su che era un incanto, esattamente come l'altra volta. E così siamo a due. Sì, due volte che il make up è andato a farsi benedire. E non ci trovo niente da ridere!

Neve Cosmetics sforna un fondotinta ad alta coprenza


Stesso prezzo, stessa quantità. Stessa gamma di colori e stessi ingredienti. Vegan e cruelty free. Ma con una marcia in più. Per la gioia di tutte, Neve Cosmetics ha sfornato, in tempo per l'autunno, l'idea che molte di noi aspettavano da un po': un fondotinta minerale ad alta coprenza. Già, perché se è vero che quello tradizionale era famosissimo e utilizzatissimo dalle appassionate del brand, è pur vero che in tante dovevano rinunciare all'acquisto perché, pur essendo ottimo, non garantiva una coprenza totale. E invece Neve ha mostrato di ascoltare la sua clientela e di accontentare quella fetta di consumatrici che necessitano di un aiuto per far apparire al meglio il proprio viso. Ed eccola qui: una polvere uniformante, leggera ma ultracoprente, pronta a mascherare difetti, discromie e arrossamenti. Com'è stato possibile? Semplice. Rispetto alla formula del fondotinta classico, cambia in pratica la quantità di pigmenti: sono stati ridotti così da assicurare una maggiore uniformità dell'incarnato. La nota stampa di Neve non specifica quando sarà messo in commercio, ma già si sa che il prezzo sarà lo stesso del suo fratello minore e che sarà possibile acquistarlo sia nella full size che nella mini size. Non vedo l'ora!

mercoledì 18 luglio 2012

Murad, finalmente un primer viso che funziona per davvero


Oramai non ci credevo più. Le mie aspettative erano praticamente pari a zero, se non meno. Dopo aver provato una marea di primer per il viso e bb cream - e aver rimediato una per nulla gentile dose di brufoletti e vulcani in eruzione vari - avevo lasciato nel cassetto il sogno di poter avere una pelle, almeno apparentemente, perfetta. Stavo per prenotare un praticissimo corso che m'insegnasse ad usare Photoshop e risolvere, così, ogni problema: ma poi, come per magia, è arrivato lui. Oggi parte ufficialmente la serie di review dei prodotti che mi sono stati inviati dall'azienda Tuttestetica, e quello che sto per presentarvi è il lo Skin Perfecting Primer Blemish and Shine Control di Murad. Ho visto che qualcuno, qua e là, ne ha già parlato, dal momento che un sample era stato inserito in una delle ultime box in abbonamento mensile. Di questo, a differenza di tutti gli altri prodotti ricevuti a scopo valutativo,  mi è stata inviata una mini size. Che poi tanto mini non è, se calcoliamo che lo sto utilizzando da diciassette giorni precisi e che la confezione è da 5 ml. Il sample - un carinissimo flaconcino nero, essenziale, con tanto di erogatore a pompetta - si trovava in un kit in scatola contenente una bustina dell'altro primer del brand, il Dewy Finish (ad effetto illuminante) e una dell'Eye Lift Perfector, il primer occhi correttivo. Prima dell'inizio della collaborazione, mi è stato chiesto da Tuttestetica che tipo di problemi avesse la mia pelle: penso dunque che la scelta di farmi testare un primer specifico per contrastare i problemi di acne sia stata dettata dal fatto che ho spiegato loro i crucci e i difetti di questa mia maledettissima pelle grassa. Vi do qualche informazione più specifica sul prodotto e poi vi spiattello la mia opinione, anche se il titolo non lascia chissà quanto spazio all'immaginazione! A quanto pare, questo gioiellino targato Murad si avvale di un'accoppiata appositamente pensata e formulata per dare una mano a chi ha una pelle imperfetta come la mia: vale a dire l'associazione tra complesso probiotico e acido salicilico. Ragion per cui, questo primer non si limiterà a perfezionare l'aspetto del vostro viso, bensì svolgerà nel frattempo un'intensa azione dermopurificante, che non guasta mai. Vi rende belle e nel frattempo lavora pure nei bassifondi, insomma. E sapete da cos'ho notato che è vero e che non è solo teoria? Dal fatto che, a differenza degli altri primer finora testati, non mi ha fatto spuntare alcun brufolo. Ma neanche l'ombra. A riprova del fatto, o almeno suppongo, che non contenga siliconi, tra i principali indiziati nel momento in cui i pori si otturano e i bubboni si danno alla pazza gioia. Ora, passiamo a noi. A prima vista sembra una tradizionale crema colorata beige. 


Non contiene microgranuli né traccia di magiche - e molto spesso fantomatiche - polverine. Si stende in un attimo - d'altro canto di prodotto ne basta veramente, ma veramente, una punta - poiché la consistenza è liquida al punto giusto. Il colore scompare non appena lo si stende sul viso, si uniforma alla perfezione con l'incarnato, senza farvi sembrare grigie e senza regalarvi quell'orrendo effetto cerone. E l'effetto è quello che è: attenua i rossori, maschera i brufoli, migliora la grana della pelle. Il mio viso sembra "compatto" come non mai. La cosa più bella è che questo piccolo alleato mi sta facendo un regalo enorme: non mi obbliga ad applicare fondotinta e cipria - salvo, ovviamente, i make up più elaborati in vista di uscite serali - perché l'effetto che mi da mi basta per un look estivo da giorno. Infine, un particolare non trascurabile: avendolo messo alla prova anche quando in Calabrifornia ci son stati 43 gradi, posso dire con estrema cognizione di causa che né fa sudare, né si scioglie sotto al sole. Sta lì bello tranquillo a dermopurificare e a darvi un aspetto sano, luminoso e radioso. Quindi, se avete la pelle grassa, e siete alla ricerca di un primer che vi dia una mano perfezionando il tutto, non esitate. Ve lo consiglio più di quanto vi abbia mai consigliato qualunque altro prodotto. Ritengo che il prezzo, seppur rientri nella fascia medio-alta, non debba spaventare: la confezione da 30 ml, acquistata tramite Tuttestetica, costa 52 euro, e se quello da 5 ml mi sta durando così tanto, penso proprio che la full size vi farà compagnia per un bel po' di mesi. Che ne dite allora? Vi fidate?

Ps: prossimamente, su questi schermi, la review del trattamento anti-acne Murad, che sto avendo la possibilità di effettuare sempre grazie a Tuttestetica, e dello Slim and Tone Dermo28. 

martedì 17 luglio 2012

Kiko, matite di nome... ma non troppo di fatto


Le vedi e le vorresti tutte. Bel packaging, tappo cromato, colori stupendi, una varietà sorprendente. E un prezzo che ti lascia a bocca aperta, soprattutto quando arriva la stagione dei saldi. Ma è uno di quei comunissimi casi in cui torni a casa e pensi che, forse, avresti fatto meglio a prendere qualcos'altro. Sto parlando delle inflazionatissime matite di Kiko: non quelle della nuova collezione, che fanno bene il loro lavoro. Ma delle semplicissime eye pencil, che fanno parte della collezione permanente. Ai saldi praticamente le regalano, e arrivano a costare anche meno di due euro. Perché ce l'ho con loro oggi? Ve lo spiego subito. Perché uno entra in negozio trotterellando, le vede, e gli si spalanca un sorriso a centotrentatré denti. Le provi e le swatchi sul dorso della mano e t'illudi ancor di più. Perché lì scrivono e i colori ti paion pure belli, vivaci e pigmentatissimi. 


Mica uno può immaginare che invece saranno in lotta perenne con l'occhio. Già, perché io proprio non riesco a farli andare d'accordo. Ma procediamo con ordine. Innanzitutto, io ne posseggo quattro: tre delle quali acquistate in occasione degli scorsi sconti invernali, l'altra appena due settimane fa. Ho la 102, di un bel rosa/lilla, la 103, sul violetto, la 104, celestina, e la 107, di un verdino vagamente acido. Splendidi colori, dicevo, tutti con un gradevolissimo finish perlato. Il cui effetto sarebbe bellissimo, se solo se ne stessero lì dove dovrebbero stare senza creare troppi problemi. Invece l'inghippo sta proprio qui. Solo due, tra le quattro, scrivacchiano sulla palpebra mobile: quella verde e quella rosa. Che poi scrivere è un parolone, perché in ogni caso bisogna passare e ripassare prima di vedere qualcosa.  La mina è morbida, ma non scivolano bene sulla palpebra. 


Nonostante il sito indichi queste matite occhi come perfette da sfumare, mi ritrovo a dover smentire quest'affermazione: io a sfumarle difficilmente ci riesco. Perché più che altro, se avvicino un pennellino morbido e adatto allo scopo, tendono ad andarsene completamente via. Nulla da fare, dunque. E poi, ma questa è sicuramente colpa mia e del mio solito occhio lacrimoso, non durano. Molte volte, anzi, sono proprio loro a farmi lacrimare e a stravolgermi il look. Come se non le tollerassi. Un mezzo disastro, insomma.Per non parlare di quella azzurra e di quella violetta. Scrivono molto, ma proprio molto, a fatica. E quando si riesce a far risaltare un po' il colore, perdono un po' il loro bel finish shimmer. Il tratto è "smorto", all'apparenza polveroso e molto opaco. A quel punto, se proprio devo ottenere un effetto di questo tipo, preferisco un ombretto matt. Questo è dunque quel che penso delle matite occhi di Kiko. E mi dispiace, perché se le perfezionassero i colori andrebbero veramente a ruba, tanto son belli. Anche a voi danno lo stesso problema? O sono io ad essere difettosa?