Raramente riesco a mettermi lo smalto a casa. Senza fretta e in santa pace. Solitamente ho, a malapena, il tempo di levare quello ormai scheggiato con l'acetone, proprio mentre mi lavo i denti o mi pettino le ciglia con lo scovolino del mascara. E quindi, al massimo, ho 12 nanosecondi per scegliere di quale colore voglio vestire le mie unghie quel giorno. Infilo la boccettina in borsa e via, di corsa a lavoro o a zonzo per la città. Ma ho appena appreso da un comunicato stampa che Zoya ha pensato a me. E a tutte le donne che non sempre hanno tempo per la manicure. Sarete felici di sapere, dunque, che il brand ha messo a disposizione un magnifico mini color lock system. Che sarà, chiederete giustamente voi. Semplice. Molto semplicemente, un kit. Un kit grazie al quale bandirete, una volta per tutte, le sbeccature dello smalto e l'ansia da fretta. Non stiamo qua a ripetere le stesse cose. Mi pare inutile ricordarvi di tutti i premi che la Zoya ha ricevuto per le sue splendidi vernici, ritenute tra le più durature a livello internazionale. Le stendete sull'unghia e state pur certe che difficilmente si muoveranno, a meno che non siate voi stesse a volerlo. Torniamo al minikit da viaggio, ora. Sì, il costo è quello che è: 29 euro. Ma volete mettere la gioia di non dovervi portare dietro una casa per ritoccarvi la manicure? Lo troverete in tutti gli Zoya Point e sul sito ufficiale www.zoyacolors.com. Vediamo, ora, di quali prodotti si compone. Un solvente non aggressivo per rimuovere lo smalto precedente, innanzitutto. Senza acetone e – udite udite e annusate – profumato alla lavanda. Poi, potrete passare alla base trasparente preadesiva, rigorosamente priva di formaldeide, toluene e dbp. Dopodiché siete pronte per lo smalto. E se vi va, potete anche perfezionare il tutto – e renderlo ancor più a prova di tutto – con il top coat extralucido con filtro uv-block. Infine, per la gioia di tutte, ci sono le gocce asciugasmalto. Godetevelo!
mercoledì 4 luglio 2012
Esci fuori dalle righe con i blush minerali di Zoeva
Se ti piacciono le gote al naturale, questo post non fa per te. Se invece sei alla ricerca di un effetto sfizioso, ben lontano dalla normalità e dagli schemi, allora ti trovi nel post giusto. Finora ho recensito diversi set della Zoeva: quello dei pennelli, quello delle matite e quello degli eyeliner. Manca dunque, relativamente al maxi ordine che effettuai l'autunno scorso, solo quello dei blush minerali. Non è un caso che io abbia deciso di recensirlo per ultimo. Perché è l'unico, tra i quattro set, che non mi abbia convinta al 100%. Proprio così. In mezzo a un coro di opinioni entusiaste - basta googlare il tutto e dare un'occhiata agli altri blog - stavolta io vado controcorrente. Non che non siano dei buoni prodotti, intendiamoci. Anzi. Ma trovo che i colori non siano poi così naturali come si dice in giro. Non corriamo, facciamo un passo indietro. Inizio col darvi qualche informazione. Il set di fard minerali Zoeva (odio chiamarli blush, lo ammetto, forse perché per un pelo faccio parte della generazione che li chiamava con il loro vecchio nome) si compone di cinque diverse tonalità. Ogni jar contiene 2 grammi e mezzo di prodotto. Che è un bel po', trattandosi di una polvere libera molto pigmentata che non va usata in eccesso, ma in quantità moderate.
Il contenitore è comodissimo: presenta una serie di buchini, sette nello specifico, che consentono di dosare il prodotto senza la benché minima fatica. Il set completo costa 18 euro, mentre per acquistare le jar singolarmente spendereste 4 euro e 50. Come al solito, dunque, l'acquisto in stock consentirebbe un risparmio non indifferente. E fu proprio questo il ragionamento che, all'epoca, mi spinse a infilare i blush nell'ordine che stavo effettuando. A giudicare dalla foto presente sul sito, pensai che almeno per un anno o giù di lì - scadono dopo 12 mesi, teoricamente - non avrei più avuto bisogno di acquistarne altri. Il set mi sembrava piuttosto completo e variegato. Mi sbagliavo. Su, venite con me: ve li presento ad uno ad uno.
Inizio da Peach Bouquet perché è il mio preferito. L'unico che usi, se non ogni giorno, quasi. Ritengo che tra i cinque sia quello che dona alle mie guanciotte l'effetto più naturale e con maggiore rapidità. Il colore, nel momento in cui si fonde con l'incarnato, è tuttavia molto diverso da come appare nella jar. Tende più al rosato che al color pesca. Ma, nonostante mi servisse una tonalità più "aranciata" - e all'interno del set la sua "funzione" avrebbe dovuto essere proprio questa - Peach Bouquet non mi spiace affatto.
Lo so. A vederlo così, Fiesta Forever sembra divino. Ma provate a mettervelo sulle guance. Se, per sbaglio, il vostro pennellone angolato preleverà un centigrammo di prodotto in più, dovrete rifare tutto daccapo. Lo trovo veramente un po' eccessivo, un colore fin troppo carico per un fard. Dovrebbe farci sembrare in salute, e non pronte per il Carnevale. Ragion per cui, questo fucsia - si, perché di questo si tratta - non mi sento di promuoverlo. Troppo difficile da usare. Vi dirò di più: di tanto in tanto lo uso come ombretto, così argino i sensi di colpa per un acquisto (quasi) inutile.
Con Afternoon Delights vado a periodi. A volte lo amo, altre lo verserei nel wc e tirerei lo sciacquone. Scusatemi il francesismo, ma anche questa tonalità è molto complicata da gestire. Stesso discorso che vale per Fiesta Forever: è pigmentatissimo e ne occorre veramente una punta. E se il colore vi sembra bello - a me ricorda, anche per via del nome, le sfumature di un tramonto estivo - posso dirvi che lo è per davvero. Ma anche in questo caso, non lo trovo adatto per le guance. Tutt'al più, è meglio usarlo nei mesi freddi, quando la pelle è bianchiccia. Perché se no, d'estate, il colore farà veramente a cazzotti con l'abbronzatura.
Hint of Rose, invece passa l'esame. Sembra un rosa antico, e in quanto tale è quello che, tra i cinque, vi darà l'effetto bonne mine che in teoria la gran parte di noi cercherà in un fard. Quindi, carino e passabile.
Soft Romance lo uso spesso. Dalla jar sembra quasi una terra con dei microglitter, e invece, come noterete dallo swatch, si tratta di un rosa molto delicato. Qui il problema che potrebbe presentarsi è opposto rispetto a quello di Fiesta Forever e di Afternoon Delights: correte il rischio che sia troppo chiaro. Ma di certo, paragonato a quei due "mostri", è sicuramente più semplice da gestire e applicare. Quindi, passa l'esame. Una sufficienza stiracchiata, ma che non gli si può negare. Ora che ve li ho mostrati tutti, posso concedermi qualche altra osservazione più generica. Questi cinque blush minerali - privi di parabeni e talco, nonché di qualunque traccia di profumo - sono scriventissimi. Per fortuna sono anche facilmente sfumabili. Il che è una caratteristica non guasta, dal momento che i colori sono così carichi e decisi. Il problema è che, a furia di sfumarli per non sembrare la brutta copia di Heidi in mezzo a capre e monti, di prodotto sulle gote, alla fine, non è che ne rimanga molto. E dunque, non hanno una durata eccezionale. Per lo meno su di me. Ve li consiglio? Magari un paio, presi singolarmente. Ma come set non mi ha convinta: avrei voluto più varietà, in tutta franchezza, e delle tonalità più portabili. Invece, così, sono stata costretta a implementare il parco blush con altri acquisti. E in definitiva, dunque, il risparmio non c'è stato. Voi che ne dite? Li avete provati? Sono io che li ho presi leggermente in antipatia, oppure vi sembra che siano davvero poco naturali?
martedì 3 luglio 2012
Sognate e conquistate con l'acqua profumata di Roger & Gallet
Miravo e rimiravo questo stand da un bel po' di giorni. Andavo apposta in farmacia per "sniffare" un po' di quello che sapevo sarebbe diventato il prodotto must della mia estate. Avevo chiesto addirittura di mettermelo da parte, per paura che - meraviglioso com'è - le scorte potessero esaurirsi. Non appena ho avuto a disposizione la somma necessaria, sono corsa a prenderlo. Ora, ha messo radici in casa mia. E non penso che lo manderò mai via. Vi ho incuriosite, eh? Dai, allora vado dritta al sodo. La "scoperta" di cui voglio parlarvi oggi è un'acqua profumata. La più deliziosa nella quale mi sia mai imbattuta in vita mia. Nulla a che vedere con le puzze in bottiglia finora provate in erboristeria. E' della Roger e Gallet, un brand che, in tutta onestà, fino a quella rivelazione in farmacia, non conoscevo. Ma che, lo giuro, mi ha letteralmente conquistata. A poco a poco, infatti, vorrei allungare le mani su un bel po' delle cosette che producono. Focalizziamoci un attimo sul mio acquisto, al quale dò un dieci pieno pieno. E pure il bacio accademico. Innanzitutto, ho scelto come fragranza "Rose". Dirvi che come odore è idilliaco sarebbe riduttivo. Ho scelto il formato mini, quello da 30 ml - flaconcino con comodo erogatore - per via di un budget ultimamente piuttosto limitato. Sto cercando di tagliare le spese in vista di un viaggio al Nord, ad ottobre. Questa "versione" costa 17 euro: nella mia farmacia viene applicato lo sconto del 10%, ragion per cui alla fine l'ho pagata 15 euro e qualche spicciolo.
Considerato che uno spruzzo, volendo, è sufficiente - due se proprio vogliamo strafare - direi che mi basterà per tutta l'estate. Mi è dispiaciuto non potermi permettere la confezione grande, da 100 ml, che costa 39 euro: oltre a convenire - basta farsi due conti - molto di più, avrei ricevuto in omaggio una splendida handbag - da spiaggia, ma volendo anche da passeggio, perché easy ma elegante - bianca con tante mini-Tour Eiffel disegnate. Era davvero molto carina, ma sono stata costretta a rinunciarvi. Ve lo premetto, non sono brava a "descrivere" le fragranze: ritengo che sia una delle cose più complicate da fare, soprattutto per una blogger che solitamente si concentra su prodotti di make up più facilmente recensibili. Pertanto, mi limiterò a darvi un assaggio delle mie sensazioni e a tentare qualche paragone, così da farvi immaginare per un attimo come possa essere questo prodotto. Dunque, quanto all'odore, non è sicuramente di quelli forti. Ultimamente stavo utilizzando l'eau de parfum Alien di Thierry Mugler: chi lo conosce sa che si tratta di un profumo molto deciso, tutto fuorché delicato. E, per quanto lo adori, non sono convinta che sia adattissimo a me. Solitamente viro verso quelli più romantici e delicati, tant'è che per anni - quasi un decennio - ho utilizzato sempre e solo Miracle di Lancome. E mi sa che un giorno tornerò da lui, perché è quello che mi rispecchia di più: spero mi perdoni questa scappatella con Alien, figlia di un colpo di testa e della voglia di apparire un po' più strong del solito. Sì, lo so che sto divagando, e che se state leggendo è solo perché vi ho fatto gola con questa storia di Roger e Gallet. Quindi non vi farò perdere altro tempo. Ma la descrizione sulla scatolina - bellissima, in stile gradient tra bianco e rosa - ve la devo leggere, perché per un attimo vi farà sognare: "Dal sogno di un giardino indiano, nasce l'acqua dolce profumata rose, leggera come un sari di seta del Bengala, limpida come l'acqua delle fontane in cui si riflettono i palazzi dei sultani". Non c'avete capito niente, vero? Neanch'io, infatti prima scherzavo! Uhahauahau! Bando alle ciance, in ogni caso, qualcosa di vero c'è, in queste 5 righe: rose è davvero una fragranza leggera e delicatissima, morbida e romantica. Non fa per voi se adorate i profumi con più carattere, quelli da vamp, se così vogliamo definirli: è fatto su misura per voi - e quindi per me - se, invece, vi piace lasciare una scia al vostro passaggio, ma una scia gradevolissima e un po' misteriosa. Naturale al 100% e assolutamente non artefatta. Vi straconsiglio, quindi, di cercare un punto vendita Roger e Gallet - da quanto ho letto mi pare d'aver capito che si trovi nelle farmacie e nelle parafarmacie - e di provarlo. Rose in particolare, ma anche le altre fragranze, se siete alla ricerca di qualcosa di più forte e, magari, speziato. Troverete acque profumate al cedro, all'aroma di arancia, al the verde e tant'altro. Più saponette, creme per il corpo e docciaschiuma. Io ho trovato un nuovo amore e non me lo lascerò scappare. E voi? Avete mai provato qualcosa di Roger e Gallet?
ps: La "e" di Roger e Gallet non è questa, ma quella che nella tastiera si trova sopra il 6. Purtroppo il blog non la riconosce, e se non l'avessi cambiata non mi avrebbe fatto pubblicare il post! Se cercate il brand su internet, quindi, ricordatevi che quella giusta è l'altra!
ps: La "e" di Roger e Gallet non è questa, ma quella che nella tastiera si trova sopra il 6. Purtroppo il blog non la riconosce, e se non l'avessi cambiata non mi avrebbe fatto pubblicare il post! Se cercate il brand su internet, quindi, ricordatevi che quella giusta è l'altra!
lunedì 2 luglio 2012
Goditi il peeling di Pure Halal Beauty... se riesci ad aprire il barattolo!
La apri e ti vien fame. Perchè ha tutto l'aspetto di una prelibata coppetta strapiena di sorbetto. Ma il problema sta proprio nell'aprirla, quella dannata confezione. Facciamo un passo indietro. Il sito e-commerce Eccoverde, un po' di giorni fa, mi ha dato la possibilità di ricevere in omaggio un prodotto che non superasse un determinato costo. La scelta di cosa testare è dunque spettata a me. Gira e rigira, lui continuava ad attirarmi molto più del resto. L'ho messo nel carrello e pochi giorni dopo era da me. Quindi, oggi, voglio parlarvi del peeling al sale marino del brand Pure Halal Beauty. Non vedevo l'ora di provarlo. Avrei potuto sceglierlo anche nella variante alla nocciola, ma per quanto mi allettasse temevo che l'odore potesse essere fin troppo forte. Quando ho avuto il barattolo tra le mani, peró, ho capito di aver scelto bene: la profumazione è deliziosa, molto estiva e delicata. Il sale marino viene affiancato da alghe e cipresso: e credetemi, aprendo la confezione si annusano, per un attimo, i tipici odori della montagna. Un misto di piante e frutta. Di natura, insomma. Ma non possi negare che il voto che dó al packaging sia zero. Ho provato per diversi minuti a ruotare il coperchio, ma proprio non si smuoveva. Nè a mano nuda, nè mettendoci più forza servendomi di un asciugamano. Nel timore che mi saltassero le unghie appena ricostruite, ho interpellato il papino, che di solito risolve sempre tutto. Macchè... Non c'era verso! Alla fine siamo ricorsi niente popo di meno che ad un cacciavite. Non senza fatica, è riuscito a sollevare il coperchio, che ne è ovviamente uscito leggermente da danneggiato. Quindi, se fate parte di quella cerchia di persone che hanno sempre paura che i prodotti siano usati, qui cascate sul morbido: più sigillato di cosi - potete starne certe - proprio non si puó. Ok, s'è fatta ora, adesso, di parlarvi del peeling.
Nel complesso lo promuovo. Non mi ha entusiasmata al 100%, ma forse ero io che mi aspettavo troppo. In questo periodo ho le gambe molto ma molto secche, e speravo che avrebbe risolto i miei problemi. Ha sicuramente migliorato la mia pelle, ma l'effetto non è stato duraturo come mi aspettavo. Ma ripeto, combinate come sono, le mie gambe avrebbero bisogno di una terapia d'urto ben più rigida e "violenta". L'applicazione, come tutti gli altri prodotti di questo tipo, del resto, non è semplicissima: per questioni di tempo, ho finora testato il peeling della Pure Halal Beauty sotto la doccia, ma sono convinta che nella vasca, con più calma, avrei maggiori benefici. La confezione contiene 200 ml di prodotto sotto forma di minicristalli, per intenderci.
Bisogna metterne una manciata sul palmo della mano, puntare una zona del corpo e massaggiare. Meglio ancora se con un certo vigore: sfregando, la pelle acquisirà maggiore lucentezza e morbidezza. Il risciacquo è semplicissimo, poichè i granuloni non rilasciano alcuna schiumetta. L'azione di sfregamento, contrariamente a come si potrebbe pensare, non irrita la pelle, nè tende minimamente a farla arrossare. Il che, secondo me, è sintomatico dell'effettiva delicatezza di questo peeling. Se v'incuriosisce, dunque, trovatevi un bel cacciavite resistente e ordinatelo. E, giacchè ci siete, spulciate in ogni angolo di questo bel sito: qui trovate il link diretto. Non lasciatevi sfuggire le loro offerte - ce ne sono quasi di continuo - e, soprattutto, i loro bellissimi prodotti di make up!
Con la cipria di Bottega Verde... tutti pronti per il Carnevale
Studentessa (senza una lira) ma ben truccata: ecco la sua seconda review
Sarò sincera. Io adoro la Bottega Verde, i loro cosmetici a base di principi attivi naturali e i cataloghi fatti di carta riciclata. Diverse volte ho acquistato prodotti che mi hanno davvero soddisfatta, ma questo proprio non riesco a farmelo piacere. Sto parlando della cipria compatta. La ho da un po’, però avrei potuto risparmiarmi la spesa, siccome l’ho usata poco e niente. Sarò io, ma proprio non mi convince. L’ho presa nella tonalità Beige Crepuscolo. La confezione è semplice, piuttosto carina e dotata di specchio. All’interno è presente anche una spugnetta spessa quanto un’unghia - giuro - che dovrebbe fungere da applicatore.
Ero contenta del mio nuovo acquisto, sono arrivata a casa e l’ho provata. Dopo aver steso il fondotinta, ho preso il mio bel pennello da cipria, ne ho prelevato un po’, ho eliminato il prodotto in eccesso e l’ho applicata. Guardandomi ho notato che l’effetto finale risultava finto nonostante il poco prodotto: dava all’incarnato il tipico effetto “mascherone”, ed il colore, nonostante fosse quello giusto per me, era molto artificiale. Non contenta mi struccai e pensai “Chissà, forse quella spugnetta renderà l’effetto più naturale. Del resto, se ce l’hanno messa, servirà a qualcosa”. Mi sbagliavo: nonostante ne avessi prelevato una quantità minima, il mascherone era ancor più accentuato di prima. “Ok”, ho pensato, “darà questo effetto, ma probabilmente avrà una lunga durata, fisserà bene il fondotinta”. Così l’ho tenuta su per il pomeriggio (ovviamente dentro casa). Dopo un paio d’ore passate senza fare nulla, mi sono guardata allo specchio. Il fondotinta era andato un po’ via, come se non avessi messo cipria, e l’effetto mascherone era ancora lì. Ma come è possibile? Ma siccome non mi stanco di provare, ho fatto varie prove con altri pennelli, pensando che magari fosse quello. Stesso risultato. Dopo un paio di giorni di prove, ho notato che mi era spuntato anche qualche brufoletto. La goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’ho buttata nel dimenticatoio, e lì rimarrà. E voi? L’avete provata? Solo a me non convince proprio?
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